Francesca Turchi.
in foto: Francesca Turchi.

Francesca Turchi è ad oggi una delle travel blogger più note del web. Il suo blog Travel's Tales riceve ogni giorno numerosissime visite e i suoi profili Twitter e Facebook contano migliaia di followers e likes. Del resto Francesca se ne intende, essendo Seo Copywriter e Social Media Specialist di professione. Ma la sua passione vera e folle sono i viaggi. Una passione basata sulla condivisione di esperienze, dritte e itinerari in Europa e nel mondo. Senza trascurare il Belpaese e con un occhio di riguardo alla Toscana, sua regione natale. In questa chiacchierata Francesca, toscana doc, ci spiega come visitare la regione di Firenze e Pisa senza seguire i soliti itinerari. Perché viaggiare, in fondo, vuol dire oltrepassare sentieri già battuti e avventurarsi per strade nuove.

Cosa significa per te viaggiare e qual è la molla principale che ti spinge a farlo?

Perché viaggio? Le ragioni sono tante ma si riconducono essenzialmente ad una soltanto: odio la routine e sono una persona dinamica e molto curiosa. Mi piace scoprire posti nuovi perché ritengo che viaggiare apra la mente e arricchisca una persona nel profondo, nel proprio modo di pensare, di affrontare la vita e di relazionarsi con gli altri.

Sei nata in Toscana, un luogo famoso in tutto il mondo per arte, cultura ed enogastronomia: quali sono le località meno conosciute della tua regione che vale la pena di riscoprire?

La Toscana è bellissima e non ha certo bisogno che la decanti ulteriormente. Tuttavia, se togliamo i must che tutti conoscono e che non sto qui ad elencare, esistono altre piccole realtà di assoluto fascino che vale la pensa conoscere o riscoprire: parlo soprattutto dei piccoli borghi che si trovano nell’entroterra, e che io sto cercando di scoprire a piccole dosi. Due borghi toscani che ho visitato di recente e che mi hanno conquistata sono Vertine, un microscopico villaggio medievale fortificato situato nel comune di Gaiole in Chianti in provincia di Siena, e Montisi, un delizioso borgo toscano nel comune di San Giovanni d’Asso, tra Siena e Bagno Vignoni, che per altro ospita uno dei teatri più piccoli d’Europa, soli 52 posti a sedere.

In particolare sei di Pisa: come uscire dallo stereotipo della città della torre pendente?

Oh bravi, così mi piacete! Pisa non è solo la Torre, e qui lo ribadisco. È da un paio di anni infatti che collaboro per un progetto di promozione turistica per far capire che esiste una “Pisa oltre la torre”. Sfortunatamente il turista in visita alla città le dedica troppo poco tempo perché il tour si esaurisce quasi sempre in Piazza dei Miracoli. Tuttavia ci sono molte altre cose da fare e vedere a Pisa, non solo monumenti e musei ma anche itinerari tematici, panorami suggestivi, esperienze enogastronomiche da provare e eventi annuali a cui assistere. Ed è questo che, insieme ad altri colleghi e amici, sto cercando di fare per far conoscere e apprezzare Pisa sempre più e farla uscire dall’ombra della celebre torre.

La Toscana come meta per le feste natalizie: quali sono i luoghi più caratteristici?

Per chi trascorrerà le vacanze natalizie in Toscana suggerirei di alloggiare in un agriturismo in campagna e fare una gita in uno dei caratteristici borghi: come anticipavo sopra ce ne sono tantissimi distribuiti lungo l’intero territorio. A chi cerca un po’ di relax consiglio una giornata alle terme vicino a Siena, la provincia più termale d’Italia, con gli stabilimenti di Chianciano, Saturnia, Rapolano, Bagno Vignoni. Oppure vicino a Pisa dove si trovano le terme di San Giuliano e di Casciana. Agli amanti della montagna consiglierei invece l’Amiata o il comprensorio dell’Abetone per fare una bella sciata, neve permettendo si intende!

In base a quale criterio scegli la nuova località da visitare?

Sono una persona molto impulsiva, e questo si riflette anche nel mio modo di viaggiare. Spesso mi capita di leggere qualcosa, di vedere una fotografia scattata da qualcuno, di sentir parlare da altri di un posto che mi incuriosisce e questo basta per invogliarmi a partire alla scoperta di una destinazione nuova.

Ci parli del viaggio più avventuroso che hai fatto ultimamente?

Mi viene in mente un’esperienza, più che un vero e proprio viaggio, fatto pochi mesi fa. Ho trascorso una giornata intera in Valtellina e ho “volato” su fune da una parte all’altra della valle: una scarica di adrenalina pazzesca! Non ero nuova a questa esperienza, sperimentata per la prima volta in Marocco lungo la zip line più lunga d’Africa, ma è stato molto elettrizzante.

Domanda immancabile: quali sono i luoghi che porterai sempre nel cuore?

Uno dei luoghi che porterò sempre con me è Zanzibar, che ho visitato la scorsa estate. Spiaggia bianchissima e di una consistenza che ricorda la farina, il fenomeno delle maree, il tramonto di un color arancione intenso, i bambini che ti corrono incontro sulla spiaggia, i Masai, le tartarughe giganti, la lingua di sabbia che scompare tra le onde, la frutta esotica dal sapore vero.

Essere una travel blogger significa creare un legame speciale con i lettori. Cosa ti ha dato questa esperienza a livello umano?

Moltissimo! Avere un blog ti mette in relazione con moltissime persone, soprattutto online. E con il tempo ti rendi conto che i tuoi lettori diventano degli aficionados che ad ogni viaggio ti scrivono per avere i tuoi consigli o per sapere tu cosa ne pensi di una meta, che al ritorno ti contattano per ringraziarti dei consigli ricevuti e per come è andata la vacanza. È un legame che capisci di esserti costruito nel tempo con tanto lavoro, passione, dedizione e soprattutto rispetto nei confronti di chi ti legge.

Nel blog c’è la sezione Ti creo il tuo tour, che consente di ricevere consigli per organizzare un viaggio su misura. Come funziona il tutto? Quali sono le mete più richieste?

Il blog non aveva ancora un anno di vita quando ho iniziato a ricevere numerose mail e commenti di lettori che mi richiedevano dei consigli di viaggio. Così nel 2010 ho lanciato il progetto Ti Creo il Tuo Tour, e ammetto che è stato un successone! Il funzionamento è semplice: metto a disposizione dei lettori che mi contattano (sul blog, via mail o sui social) la mia "esperienza" creando per loro itinerari ad hoc sulle mete che ho avuto modo di visitare e conoscere personalmente. Le “love destinations” ormai sono consolidate: Londra in primis e a seguire altre città europee tra cui Parigi, Madrid, Amsterdam, Barcellona, Roma. Nel caso specifico di queste “mete gettonate” non pubblico un ennesimo blog post ma li invito a sentirci in privato in modo da fornirgli tutti i consigli che ritengo opportuno, rimandandoli alla lettura di alcuni articoli che ho scritto in base alle loro richieste/preferenze. Lo scambio di informazioni avviene principalmente via mail, ma alcune volte mi è capitato che qualche lettore volesse contattarmi telefonicamente!

Sei una social media specialist: ritieni che i social network stiano cambiando il modo di viaggiare?

Assolutamente! Se penso solo a qualche anno fa e alle mie abitudini nel viaggiare mi rendo conto di quanto tutto stia cambiando, o sia già cambiato! Viaggiare nell’era dei social media significa “viaggiare anche restando a casa”. Basta avere uno smartphone o un computer, collegarsi a uno dei tanti canali social a cui si è registrati e viaggiare con la mente seguendo gli aggiornamenti di amici o sconosciuti in giro per il mondo. E la situazione si ribalta quando sei tu ad essere in viaggio. Nel caso di un blogger questo significa raccontare live – attraverso status, foto e pensieri – l’esperienza che si sta vivendo mentre si è in viaggio. In questo modo il lettore segue insieme a te la scoperta della destinazione con la possibilità di interagire in tempo reale.