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8 Aprile 2015
12:53

La Sardegna meno nota e che dovresti assolutamente visitare

Nella Penisola del Sinis (Oristano) viaggio ai confini dell’Italia dove terra, mare e aria s’incontrano creando paesaggi stupendi, ricchi di fascino, storia e tradizione.
A cura di Ilaria Vangi
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Quali sono i colori che rappresentano la Sardegna? Il verde della natura, il bianco delle sue splendide spiagge e il celeste del bellissimo mare che si perde all’orizzonte. L’isola però non è solo questo, esistono luoghi magici dove la varietà dei paesaggi naturali si mescolano sapientemente ad antiche testimonianze culturali. Con l’aiuto di alcune immagini, realizzate durante un raduno di Instagramers sardi, vorrei accompagnarvi alla scoperta di un territorio non molto conosciuto, un piccolo angolo di paradiso in provincia di Oristano, più precisamente nell’area di Cabras, ovvero la Penisola del Sinis.

San Giovanni di Sinis
Cabras
Tharros
San Salvatore
Laguna di Mitras
Le principali spiagge della Penisola del Sinis

Promontorio San Giovanni Sinis © Alesandra Polo
Promontorio San Giovanni Sinis © Alesandra Polo

San Giovanni di Sinis – Un paradiso ad est dell’Italia

San Giovanni di Sinis è una piccola aerea geografica, meno nota rispetto ad altre zone sarde, di una bellezza straordinaria. Le spiagge bianche e la natura incontaminata sono solo alcune delle caratteristiche di questa terra segnata dal vento, dal sole e dalla pioggia, che cambia aspetto ad ogni stagione. Qui il passaggio dell’uomo si fonde alle esigenze della natura in un rapporto simbiotico di rispetto e amore reciproco. Sono diverse le zone da visitare in questo piccolo ma pregiato territorio, in seguito alcuni suggerimenti sui luoghi da vedere e da… "assaggiare"!

Guerrieri di Monte 'e Prama © Alessandra Polo
Guerrieri di Monte 'e Prama © Alessandra Polo

Cabras – I Guerrieri di Monte ‘e Prama

Cabras è una piccola cittadina dell’oristanese. Alcune testimonianze, tra le quali il villaggio di Cuccuri is Arrius, dimostrano che il territorio fu densamente abitato fin dall’epoca nuragica. Sempre a Cabras, nel museo civico, sono conservati i famosi Guerrieri di Monte ‘e Prama (altri esemplari sono custoditi nel museo Archeologico Nazionale di Cagliari). Rinvenuti casualmente negli anni settanta grazie alla scoperta di un solerte contadino di nome Sisinnio Poddi che, arando il suo campo nel territorio di Monte ‘e Prama appunto, trovò una pietra scolpita. Le statue, riportate alla luce successivamente e recentemente restaurate, sono parte di una serie di ricerche archeologhe tutt’ora in atto. Ad oggi sono stati recuperati sedici pugilatori, sei guerrieri armati di spada e scudo tondo, sei arcieri, cinque modellini di nuraghe complesso  e venti di nuraghe semplice, un prezioso tesoro che è destinato solo ad aumentare.

Chiesa San Giovanni di Sinis (Cabras) © Alessandra Polo
Chiesa San Giovanni di Sinis (Cabras) © Alessandra Polo

Tharros – Il  sito archeologico affacciato sul mare

Tharros è una delle principali attrazioni di quest'area geografica. Situato nella parte meridionale della penisola del Sinis, si estende lungo una delle parti più belle di tutta la costa dell’oristanese per terminare al promontorio di Capo San Marco. L’area è letteralmente un museo a cielo aperto: antiche strade, case, botteghe di epoca romana e il Tophet (le fondamenta del tempio e la necropoli) sono solo alcune delle rovine che, incorniciate da una natura bella e selvaggia, vi faranno innamorare ancora di più di questa terra meravigliosa. In prossimità di questa area è possibile visitare anche la la piccola chiesa di San Giovanni di Sinis.

San Salvatore – La corsa degli scalzi

Santu Srabadoi è un villaggio tipico, praticamente disabitato durante tutto l'anno, di piccole abitazioni edificate con “ladrini” (mattoni di arenaria) e abbellite con porte colorate. In passato location per alcuni film western, San Salvatore, ogni anno, è teatro di un’antica festa religiosa chiamata la “corsa degli scalzi”. Tradizione vuole che il paese si ripopoli ogni prima domenica di settembre quando, con una lunga corsa, una statua del Santo viene trasporta dal piccolo paese fino a Cabras da centinaia di uomini vestiti di bianco, ovviamente, scalzi.

Laguna di Mitras e stagno di Cabras – La “Veneziedda”sarda   

La laguna di Mitras, collegata al mare da un'unica bocca, è uno specchio d'acqua vasto circa 600 ettari. Molto vicino allo stagno di Cabras ospita vari specie di animali come l'airone rosso e il falco di palude. A pochi chilometri dal mare, lo stagno di Cabras invece, si estende per quasi 2300 ettari. Situato a ridosso dell’abitato omonimo quest'ultimo, in passato, è stato protagonista di varie tracimazioni, eventi che hanno portato gli abitanti del luogo a chiamarlo “Veniziedda” (piccola Venezia in sardo). Sempre dall’abitato di Cabras è possibile percorrere in bici o a piedi un tratto panoramico lungo il quale è possibile ammirare tante varie specie di uccelli tra cui fenicotteri e aironi. Fonte di sostentamento lo stagno è rinomato anche per le specie ittiche che lo popolano, prima su tutte il muggine di “Pontis” la cui bottarga, conosciuta come “Oro di Cabras”, è servita nei migliori ristoranti di tutto il mondo accompagnata dall’altrettanto celebre vernaccia di Oristano.

Spiaggia Is Arutas © Alessandra Polo
Spiaggia Is Arutas © Alessandra Polo

Le principali spiagge della penisola del Sinis 

Is Arutas: famosa spiaggia bianca, lunga, caratterizzata da una distesa di chicchi di quarzo levigati dal mare. L'acqua verde-azzurro cristallina ne esalta ancora di più il candore. Quasi mai affollata, immersa in un paesaggio solitario, spicca per la sua bellezza selvaggia. Parte di un’area marina protetta è severamente vietato trafugarne la sabbia (come in tutto il resto dell’isola). 

Maimoni: spiaggia di ampie dimensioni e sempre poco affollata. Caratterizzata nell’entroterra da dune di sabbia quarzosa (come quella di Is Arutas), da una natura d’eccezionale bellezza e dal mare profondo, cristallino. Maimoni è sicuramente una delle spiagge del Sinis da non perdere.

Funtana Meica: ovvero “fontana magica”, nome derivante da una risorgiva d’acqua dolce che nasce a 100 mt dalla costa. Spiaggia di sabbia bianco-grigia fine, mare verde, anche se di ampie dimensioni, a volte risulta affollata in alta stagione. Delimitata da scogliere rocciose dalle quali svetta la Torre Seu.

San Giovanni di Sinis: spiaggia di sabbia bianca e fine, mare verde, profondo. Protagonista del panorama mozzafiato che è possibile ammirare dalla vicina area archeologica di Tharros.

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