Nella stagione balneare, il profitto si fa a colpi di lettini stesi vicino al mare. Ed è per poter offrire più comodità ai propri clienti – e sopratutto per poterne fare entrare di più – che gli scogli dello stabilimento di Punta della Suina, a Gallipoli (Lecce), potrebbero essere stati "livellati" all'altezza delle dune. Il meraviglioso mare del Salento, che proprio qui ha ospitato alcune scene di "Mine vaganti", uno dei film di maggior successo di Ferzan Ozpetek, è accessibile da spiagge e da scogli, ma ad agosto potrebbe non essere facilissimo riuscire a trovare un angolo di spiaggia libero e "comodo". Da qui l'opera di "livellamento" che avrebbe modificato la fisionomia di quell'area, così come appurato dopo l'aerofotogrammetria allegata al Piano paesaggistico regionale e successivi sopralluoghi.

Punta della Suina, Gallipoli, Lecce.
in foto: Punta della Suina, Gallipoli, Lecce.

E' sotto sigilli parte dello stabilimento, che i militari della Capitaneria di porto di Gallipoli hanno delimitato con il nastro bianco e rosso. Il resto dell'area è ancora accessibile ed è possibile raggiungere il mare, ma il tentativo di ampliare l'area a disposizione dei bagnanti attraverso un intervento che, secondo gli inquirenti, è illecito, si è tradotto nel suo esatto contrario, con l'interdizione all'accesso di ben 200 metri quadrati. Se l'eccellenza della zona è rappresentata – almeno per il turista – dal mare, bisogna in realtà ricordare che di tratta di un'area che vanta una fitta macchia mediterranea, nonché la presenza dell'orchidea italica, orchidea selvatica volgarmente nota come "uomo nudo".

L'amministratore dello stabilimento è accusato per il momento di reato di deturpamento delle bellezze naturali, ma i suoi legali sono impegnati a dimostrare la correttezza della propria gestione per riuscire così a riaprire i 200 metri quadrati chiusi dalle forze dell'ordine.

[Foto di Diego Fronero]