La Torre Eiffel, monumento simbolo di Parigi, è visitata da quasi 7 milioni di turisti all'anno, di cui il 75 per cento stranieri. Purtroppo è inevitabile che tra i tanti visitatori si aggirino gruppi di malintenzionati. Recentemente la polizia parigina ha sgominato una rete organizzata di borseggiatori che derubavano i turisti sulla Torre Eiffel con un "incasso" di circa 4.000 euro al giorno. Il quotidiano Le Figaro ha riportato che la banda guadagnava centinaia di migliaia di euro dal furto di portafogli e altri oggetti personali, prendendo di mira i turisti in visita ad attrazioni come la Torre Eiffel e la Reggia di Versailles. I rapinatori operavano in piccoli gruppi e spesso si confondevano tra i normali turisti grazie al loro look anonimo, approfittando della distrazione dei visitatori per ripulire le loro tasche. Il gruppo usava tecniche come fingere di scattare un selfie, scontrarsi con un turista o fermarlo per chiedergli informazioni.

Dieci persone sono state arrestate durante una retata in due hotel a Issy-les Moulineaux e Meudon, nella periferia parigina. Come riporta sempre Le Figaro, i ladri, provenienti dalla Romania, sfruttavano il ricavato dei loro guadagni disonesti "facendo la bella vita" e alloggiando in lussuosi hotel. Nel solo 2014 il gruppo ha speso oltre 100.000 euro in camere d'albergo, pubblicando sui social media alcune foto in cui si mostravano sommersi da mucchi di denaro. Il resto dei soldi, afferma la polizia, sono stati spesi in beni immobili in Romania. L'indagine è coincisa con le lamentele dei dipendenti della Torre Eiffel che hanno invocato misure di sicurezza più restrittive per tutelare turisti e personale dai continui e pericolosi furti ad opera di borseggiatori aggressivi. La protesta è culminata nello sciopero del personale del 22 maggio, quando l'attrazione è rimasta chiusa al pubblico. In risposta alle denunce dei dipendenti, le autorità hanno incrementato le misure di sicurezza come la presenza capillare della polizia e la collocazione di sistemi di video sorveglianza.

[Foto di Wikimedia Commons]