Recandovi nella capitale tedesca sono tante le cose che potreste vedere, ma se avete molti giorni a disposizione potete dare valore aggiunto alla vostra visita: i dintorni di Berlino sono infatti ricchi di località particolarmente interessanti. Una di queste però supera tutte per fama, ed è la città di Potsdam, capitale del Land di Brandeburgo. Il suo territorio confina con l'area metropolitana della Grande Berlino, tanto è vero che basta mezz'ora dal centro per raggiungerla. E ne vale la pena: Potsdam è stata sede reale del Regno di Prussia fin dalla sua nascita, e la sua importanza è pari alla magnificenza dei parchi e dei palazzi che l'hanno abbellita sotto la spinta del sovrano Federico II. Questi condividono con quelli che possiamo trovare a Berlino un intero sito collettivo che è stato iscritto nella lista dei Patrimoni dell'Umanità Unesco. Ma Potsdam ha anche subito i devastanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale: quello che vediamo oggi è anche un'audace ricostruzione portata avanti da un gruppo di architetti che ha restituito alla città il suo attuale splendore, rendendola una tappa obbligata per un viaggio in Germania.

Potsdam dista da Berlino centro appena 38 km, e per arrivare si possono utilizzare diversi mezzi di trasporto. Senza dubbio il mezzo più efficace è la ferrovia regionale S-Bahn, la linea di trasporti suburbani che collega la capitale tedesca con le aree più esterne. Prendendo la linea S7 si arriva alla stazione principale (Hauptbahnhof) che, nonostante si trovi nella parte più centrale della città, è piuttosto lontana dalle cose da vedere. Per avvicinarsi alle maggiori attrazioni conviene prendere il Regionalexpress RE1 in direzione Brandeburgo, e proseguire fino alla successiva stazione di Charlottenhof. Si può raggiungere Potsdam anche tramite i bus della linea ZOB di Berlino. Un modo molto carino è anche quello di arrivarci via barca: Potsdam affaccia sul Großer Wannsee, un piccolo lago formato dal fiume Haven: dal quartiere omonimo all'estrema periferia di Berlino partono i traghetti che collegano le due città. Potsdam è anche molto vicina agli aeroporti di Berlino Tegel e Schönefeld.

Cosa vedere a Potsdam

Schloss Sanssouci, foto di Wolfgang Staudt

Il Castello Sanssouci è la prima delle grandi cose da vedere a Potsdam. Si tratta della residenza estiva voluta dal re Federico II di Prussia per riposarsi dagli incarichi e le incombenze della sovranità: "sans souci" in francese significa infatti "senza preoccupazioni". Il sovrano aveva una particolare predilezione per l'edificazione di maestosi palazzi, e la sua influenza nella scelta dello stile e delle decorazioni del castello ha fatto sì che si parlasse di Rococò fredriciano. Questo è il primo dei tanti palazzi elencati dall'Unesco. Con il parco annesso: un immenso giardino di 290 ettari che comprende numerose eleganti strutture. Tra questi l'Orangery, il palazzo riservato agli ospiti reali; il castello di Charlottenhof, un tempo residenza estiva del principe Federico Guglielmo; il Palazzo Nuovo, un capolavoro barocco; la Chinesisches Haus, un padiglione per il tè in stile cinese; i Bagni Romani, ispirati alle antiche terme di Roma. E ancora tempietti, fontane, giardini, una galleria d'arte e tanti palazzi. Lo stesso Castello di Sanssouci accoglie solo 2000 visitatori al giorno, per cui occorre recarsi al mattino presto per garantirsi un ingresso.

Potsdam, Cecilienhof

Schloss Cecilienhof, foto di Marcus Winter

Il Giardino Nuovo fu invece creato da Federico Guglielmo II di Prussia, che ne diede il nome proprio per risaltare il nuovo stile da lui apportato, più ispirato ai giardini all'inglese. Si tratta di un'area verde di 102 ettari che si affaccia sui laghi Heiliger See and Jungfernsee. Il Palazzo di Marmo, in stile classicista, era riservato a uso privato del re. Il parco comprende inoltre un'altra Orangery, una biblioteca gotica, delle case giardino e delle… piramidi. Ma l'edificio più importante di tutti è il Palazzo Cecilienhof, ultima residenza della casata degli Hohenzollern. Qui nel 1945 si incontrarono Truman, Churchill e Stalin, i capi delle potenze che avevano vinto la Seconda Guerra Mondiale. La conferenza di Potsdam fu l'ultimo degli incontri organizzati nell'immediato dopoguerra: questa in particolare sancì le sorti della Germania. Furono tracciati i confini con la Polonia e il paese venne diviso in quattro zone d'occupazione (amministrate da Stati Uniti, Regno Unito, Russia e Francia). Questa divisione fu solo la premessa di quegli avvenimenti che portarono 16 anni dopo alla costruzione del Muro di Berlino, che arrivava fino a Potsdam.

Potsdam, Holländisches Viertel

Holländisches Viertel, foto di Michimaya

Il quartiere olandese (Holländisches Viertel) rappresenta davvero una peculiarità all'interno di Potsdam. Fu costruito nel XVIII secolo dall'architetto olandese Jan Bouman per attrarre altri artigiani da Amsterdam, invitati dal re Federico Guglielmo I. È costituito da 134 case di mattoni rossi in puro stile olandese, ed è considerata la più grande collezione di questo tipo al di fuori dei Paesi Bassi. In una di queste case, in Mittelstraße 8, vi è un museo che racconta la storia del quartiere. Altrettanto interessante è Babelsberg: qui si trova un enorme parco di 114 ettari, affacciato sul lago Tiefen See. Tra vari edifici e palazzi troviamo anche la Dampfmaschinenhaus, la casa delle macchine a vapore che alimentava gli impianti idraulici del parco di Sanssouci. Il parco è anche sede di una delle facoltà dell'Università di Potsdam, ed è per questo gremito di studenti. Il quartiere è conosciuto soprattutto per essere sede dei Babelsberg Film Studio, gli studi cinematografici che furono il centro del cinema espressionistico tedesco degli anni '20: tra i più antichi al mondo, ebbero come protagonisti tra gli altri Marlene Dietriche e Fritz Lang. Vi si producono tutt'oggi film per il cinema e la televisione. All'interno un museo illustra la storia del cinema dell'epoca.

Potsdam, Glienicker Brücke

Glienicker Brücke, foto di Andres Levers

La colonia russa Alexandrowa fu costruita ai tempi del regno di Federico Guglielmo I per accogliere gli immigranti provenienti dalla Russia. Si tratta di un piccolo gruppo di case in stile russo, anch'esse parte del gruppo dell'Unesco. La casa n.2 ospita un museo, mentre la n.4 un caffè. Un giro nel centro storico vi porterà nell'Alter Markt, il mercato vecchio. Un tempo era sede dello Stadtschloss, il palazzo cittadino, che fu prima devastato dai bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale, e poi fatto demolire dalla autorità comuniste: oggi ne è stata avviata la ricostruzione, con la riedificazione della Fortunaportal. Il mercato è dominato dalle figure della Chiesa di San Nicola (Nikolaikirche) e del vecchio municipio (Alter Rathause), quest'ultimo disegnato da Jan Bouman. Vi è anche una zona del mercato nuovo, che è una vecchia piazza del XVIII secolo. Da non mancare anche la Brandeburger Tor, da non confondersi con l'omonima Porta di Brandeburgo a Berlino. Torniamo nella capitale tedesca e attraversiamo il Ponte di Glienicke (Glienicker Brücke) sul fiume Havel. Durante la Guerra Fredda veniva spesso usato da Stati Uniti e Unione Sovietica per scambiarsi le rispettive spie prigioniere, tanto da essere ormai conosciuto come "ponte delle spie".