La volta scorsa vi avevamo parlato di alcuni caffè ricavati all'interno di una caverna e con vista sul mare: luoghi spettacolari dove sorseggiare un drink in uno scenario atipico, con uno splendido paesaggio e soprattutto dove poter incontrare molta gente. Ma manteniamo i primi due fattori ed eliminiamo il terzo: vogliamo bere e mangiare in un posto insolito, vogliamo farlo circondati dal mare ma vogliamo essere isolati da tutto. Un tipico sogno da isola tropicale. Troppo facile consigliarvi un paradiso polinesiano dove qualsiasi resort ha il suo ristorantino sulla spiaggia. Vogliamo darvi qualcosa di più, qualcosa di veramente unico. E non è detto che bisogna per forza volare così lontano per soddisfare i propri desideri. Date un occhio alla nostra lista di ristoranti straordinari sul mare e capirete di cosa stiamo parlando.

I trabocchi adriatici

Come al solito, e non ci stancheremo mai di dirlo, i tesori più nascosti sono proprio nel nostro paese. E in realtà tanto nascosti non lo sono neanche: basta abbassare lo sguardo che avevamo proteso verso i gioielli del Pacifico per renderci conto che le vere gemme sono a casa nostra. In questo caso sotto forma di trabocchi. Vi ricordate? Ve ne avevamo già parlato quando vi abbiamo portato sulle spiagge di Abruzzo e Molise. Quegli antichi e complessi macchinari per la pesca che si allungano sul mare come fossero un'appendice della costa decorano gran parte del litorale del centro e sud Adriatico. A chi li vede per la prima volta appaiono come uno spettacolo d'altri tempi, e di per sé le piccole capanne dei pescatori raggiungibili tramite un ponticello di legno sembrano appartenere a un mondo magico e inaccessibile. Desiderosi di farne parte?

Ristoranti insoliti sul mare

Foto di Piero Camillo Tucci, per gentile concessione del Trabocco di Punta Panciosa

Rocca San Giovanni e a Fossacesia sono due tra i comuni più popolati dai trabocchi. Non sorprende quindi che in entrambi possiamo trovare due di questi trasformati in ristoranti. Uno è il Trabocco Punta Punciosa, l'altro il Trabocco Pesce Palombo. I due comuni sono confinanti quindi in realtà vi basta camminare sulla spiaggia per incontrare i due trabocchi, uno a poca distanza dall'alto. Naturalmente i menù sono a base del miglior pescato del mare Adriatico, come cefali, spigole, mormorre, seppie, astici, alici, palombi e via dicendo. Il tutto innaffiato da un buon vino dell'entroterra abruzzese. Ma è l'atmosfera che fa la parte del leone: queste macchine sono ormai parte del patrimonio storico e culturale di queste terre, e cenare in uno di questi ristoranti regala l'emozione di calpestare un suolo fatto di antiche tradizioni e arti meravigliose. I pescatori, i veri signori del mare che hanno costruito questi trabocchi, hanno inconsapevolmente creato un legame unico tra il mare, il cielo e la terra. Provate ad affacciarvi sulla rustica veranda per ascoltare le urla dei gabbiani di giorno o il suono delle onde nel buio della notte. Allora capirete.

Una roccia in mezzo al mare di Zanzibar

Soddisfatto il nostro orgoglio campanilista, ora dobbiamo assecondare la nostra insaziabile voglia di esotismo. E Zanzibar si presta bene all'occorrenza. Questo ristorante è abbastanza una star nel suo genere. Un genere unico, in realtà: è infatti l'unico ristorante al mondo costruito su una roccia che affiora dal mare. Da qui il nome, che non lascia molto spazio all'immaginazione: The Rock Restaurant. Ma questo è proprio in uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia: per raggiungere il posto bisogna infatti farsi traghettare su una canoa. D'accordo, siamo onesti: non siamo proprio al largo, ma a qualche metro dalla costa. Quanto basta però per rendere il ristorante inaccessibile in condizioni di alta marea. Quando la marea si abbassa lo si può raggiungere anche a piedi. Ma da quelle parti l'acqua si alza e si ritira nello stesso lasso di tempo che intercorre tra una portata e l'altra.

Se siete mai stati sulla costa orientale africana, o se per lo meno avete visto qualche foto, avrete naturalmente notato l'abbondanza di capanne in pietra e foglie che popolano i villaggi. Non è segno di povertà, ma è parte integrante della cultura swahili. E il ristorante la rispetta appieno. I muri sono di pietra bianca, e il tetto è fatto di makuti: ovvero le foglie di palma da cocco abilmente intrecciate che ricoprono praticamente qualsiasi struttura locale, e la cui maestria lascia alquanto sbalorditi. Ma veniamo all'atmosfera e al cibo, che è la cosa che più ci interessa. Sulla prima non c'è niente da dire: abbiamo una finestra tutta personale sullo splendido Oceano Indiano. Per quanto riguarda il secondo, è ovviamente tutto a base di pesce, ma cucinato alla maniera italiana: spaghetti o tagliatelle fresche al sugo di aragosta, fusilli con granchio, penne o gnocchi con gamberetti. Ovviamente non mancano le insalate che combinano i frutti di mare a quelli di piante tropicali, e il pesce alla griglia. Pensate che tanta specialità si faccia pagare cara? Ricredetevi: la media di ogni singola portata va dai 10 ai 20 euro. Un pasto quanto meno regalato, vista la location.

Relax in stile giamaicano

E come potrebbe essere altrimenti. Se c'è un posto dove chiudere gli occhi e creare un poco di jamming attorno alle onde cerebrali dello stress, è proprio la terra di Bob Marley con le sue spiagge assolate. Ma anche qui siamo lontani dalla spiaggia, e il mare è l'ultima meta per chi cerca pace e amore. Il Floyd's Pelican Bar si distingue dal suo cugino di Zanzibar per il fatto che quale che sia il livello delle acque, occorre sempre una barca per raggiungerlo. I pescatori del luogo saranno ben lieti di traghettarvi verso quella che è diventata una delle principali attrazioni di Treasure Beach, non lontano dalla parrocchia di St. Elizabeth.

Un'attrazione nata da un sogno: il pescatore del luogo Floyd Forbes ha avuto una visiona notturna di un bar costruito in mare aperto, e l'ha trasformata in realtà. Ha trovato un banco di sabbia a un quarto di miglia dalla costa e vi ha trascinato palme e tronchi di legno per mettere in piedi il suo rifugio personale. Completata l'opera nel 2001, gli ha dato il nome di Pelican Bar dai numerosi stormi di pellicani che popolavano il banco. All'inizio doveva essere solo un luogo di ritrovo con gli amici, ma ci volle poco perché fu scoperto dai turisti. Nel 2004 l'uragano Ivan spazza via il bar, e Forbes non ha i mezzi per ricostruirlo. Ma l'attrazione era ormai talmente entrata nell'immaginario collettivo che gli imprenditori turistici locali sapevano che non potevano permettersi di perderla: a Forbes venne donato il legno per la ricostruzione, e nel giro di un mese il bar era di nuovo in piedi. Ed è ancora là oggi. Volete assaporare lo sfrigolio di un'aragosta alla griglia mentre siete rilassati su un'amaca cullati dolcemente dal suono dell'oceano? Bene, prima dovete affrontare i venti minuti di viaggio in motoscafo per raggiungere il sogno di Forbes. E farlo diventare il vostro.

L'isola deserta… per davvero!

Sempre più spersi nel mare, sempre più soli. Sapete cos'è il sandbank dining? È una peculiarità tipica delle Maldive che consiste nel cenare (o pranzare, a seconda dell'orario) su un banco di sabbia in mezzo all'oceano. Il sogno dell'isola deserta diventa realtà, peccato che abbia un costo ancora più reale. Non si tratta infatti di una tipica usanza locale, ma di un servizio speciale offerto da alcuni resort. Il top del romanticismo: la coppia (ovvio) viene portata lontano dall'isola su una barca, e lasciata su una banchina sabbiosa in mare aperto, dove consumeranno il loro banchetto preparato con tutti i crismi regali. La classica cena sulla spiaggia spinta verso un livello superiore, insomma. I resort maldiviani famosi per questo servizio sono il Banyan Tree Madivaru e il Baros Maldives. Se state progettando qualcosa di speciale per la vostra donna cominciate a risparmiare, e calcolate un extra che da solo vale un'intera vacanza. D'altronde, quanti possono dire di aver cenato su un'isola deserta?