Michael O’Leary, ceo di Ryanair.
in foto: Michael O’Leary, ceo di Ryanair.

Il nuovo corso di Ryanair non si è ancora concluso. Ad ottobre del 2013 Michael O' Leary, l'istrionico amministratore del vettore irlandese, aveva anticipato una serie di piccole rivoluzioni che avrebbero contribuito a migliorare l'immagine del brand agli occhi dei viaggiatori. Tutte quelle modifiche – maggiori usabilità del sito, liberalità sui bagagli, generosità sulle "penali" e uso di voli silenziosi in determinati orari – sono ormai una realtà, ma non finisce qui. In una conferenza stampa a Londra O' Leary ha preannunciato ulteriori modifiche al sito nei prossimi tre mesi e, soprattutto, la messa online di un'app che faciliti la navigazione da smartphone. Kenny Jacobs, chief marketing officer di Ryanair, ha spiegato che "attualmente il 32% degli accessi al nostro sito arriva da mobile e la nuova app consentirà di prenotare un volo in meno di un minuto e di avere una carta di imbarco digitale". Un dato che un vettore nato per comunicare direttamente con il consumatore non può ignorare. A facilitare le prenotazioni online ci sarà anche una veste grafica del sito ancora più votata all'usabilità. Tra le modifiche che verranno apportate entro il 10 aprile, infatti, vi sarà anche una nuova funzione nella ricerca, che permetterà di visionare i voli sulla base non solo della destinazione, ma anche del budget. Insomma, della serie "voglio un volo da 50 €, ovunque vada".

Una rivoluzione per una nuova Ryanair. Prima dell'annuncio di ottobre, la compagnia irlandese aveva parlato di due tagli sugli utili, terrorizzando in questo modo il mercato. Poi la grande svolta che ha portato Ryanair a parlare non solo il linguaggio "low cost" del consumatore, ma anche quello più attento e umano dei passeggeri. Il vettore dell'arpa conta 186 aeroporti e 81,5 milioni di passeggeri su 1600 tratte. Numeri che a quanto pare impongono alla compagnia un ulteriore salto in avanti, mostrando maggiore interesse per gli utenti, coinvolgendo nella filiera professionisti della comunicazione e del turismo e triplicando gli investimenti nel marketing e nel digitale (secondo stima della compagnia, da 12 milioni di euro del 2013 a 36 del 2014). I new media, comunque, non sono l'unico campo su cui agirà Ryanair. Con un sito che nel recente passato ancora mostrava una grafica da 56k, la compagnia irlandese riusciva comunque a pubblicizzarsi con trovate di marketing non convenzionale (si pensi alle home che prendevano in giro l'ex premier Silvio Berlusconi).

Ora, però, la posta in gioco si alza, tant'è che Ryanair per la prima volta si pubblicizzerà con uno spot "tradizionale" sulle reti televisive britanniche, irlandesi, spagnole e italiane. Quello che O' Leary si gioca non è solo un recupero di immagine, lesa anche da recenti accuse mosse da presunti ex-piloti della compagnia: "per 25 anni – spiega il ceo di Ryanair – abbiamo offerto voli a bassissimo costo e andava bene così, ora il nostro business comincia a evolversi". Uno sviluppo che ha riguardato anche altre importanti aziende come Ikea, "anche loro – osserva ancora il manager irlandese – hanno cominciato con il low cost e poi hanno sviluppato il loro business diventando brand conosciuti in tutto il mondo".

Voli intercontinentali a 10 euro. L'occasione della conferenza stampa si presenta buona anche per tornare su un argomento che periodicamente viene ricacciato dal cilindro di O' Leary: i voli tra Europa ed Usa a 10 dollari (circa 7 euro). Come detto lo scorso mese alla Irish Hotels Federation, il ceo della Ryanair ha confermato che bisognerà attendere almeno cinque anni per poter disporre di aerei attrezzati per voli intercontinentali, aggiungendo con insolita prudenza che "se in futuro Ryanair lo proporrà, sarà tramite una consociata intercontinentale".