santiago_de_compostela

È un settore che muove 300 milioni di persone e 18 miliardi di dollari l’anno, di cui 4,5 in Italia. È il turismo religioso, che sposta gruppi o masse di persone verso monasteri, santuari, luoghi di culto e altro. Ha radici antichissime nel pellegrinaggio, fin dai tempi del Medio Evo, e ancora oggi può assumere questa forma. La differenza sta nell’aumento di infrastrutture dedicate all’evento: alberghi, trasporti, punti ristoro, tutto un sistema di servizi che poggia le sue basi sulla fede dei turisti, che non hanno alcun problema a svuotare le loro tasche per poter calpestare luoghi sacri e venerare le figure mistiche del passato. Ma ciò che da un lato appare come un business, dall’altro è anche grosso contributo allo sviluppo sostenibile di un territorio in quanto il turista religioso è per definizione rispettoso della sacralità del luogo che va a visitare.

Tutto ha origine dal Cammino di Santiago de Compostela in Galizia, presso cui si trova la tomba di San Giacomo: meta di culto medievale, per la quale i pellegrini attraversavano Francia e Spagna, è ancora oggi al primo posto tra gli interessi dei turisti, seguita da Lourdes e Fatima, i luoghi di apparizione della Madonna. In Italia i principali luoghi di destinazione sono Assisi, con la Basilica di San Francesco, patrimonio dell’Unesco; il santuario della Madonna di Loreto; e soprattutto San Giovanni Rotondo, sede del santuario di Padre Pio di Pietrelcina, la cui assidua venerazione ha portato a uno dei processi di santificazione più rapidi della storia. Roma e il Vaticano sono ovviamente mete d’eccellenza, in quanto sede della cristianità nel mondo, anche se il loro turismo non è esclusivamente religioso ma si lega al loro status di capitali d’arte e di cultura storica.

Le mete cristiane non sono naturalmente solo un’esclusiva dell’occidente: l’area mediorientale è sede di monasteri e chiese antichissimi, situati anche nelle regioni più impervie del deserto. E su tutti i pellegrinaggi spicca Gerusalemme, la Città Santa. Ma il pellegrinaggio non riguarda solo il mondo cristiano: le città saudite della Mecca e la vicina Medina, quest’ultima luogo della tomba del profeta Maometto, attirano due milioni di visitatori l’anno (esclusivamente musulmani, perché l’ingresso è interdetto ai non professanti la religione).

Sono numerose le agenzie che organizzano viaggi dedicati, proponendo itinerari sui luoghi di interesse. Generalmente costituiscono gruppi di una cinquantina di persone, e il flusso è continuo: tipico quello delle gite domenicali nei santuari di paesi poco fuori i grandi capoluoghi di provincia. Ma, contrariamente allo stereotipo, il turismo religioso non appartiene solo a coppie di terza età o a gruppi familiari. Gli eventi mondiali come le ultime Giornate della Gioventù svoltesi a Colonia o a Sydney dimostrano come anche tra i giovani ci sia un interesse in questo senso, che spesso è spinto dalla voglia di aggregazione e la ricerca di valori condivisi.