Michael O'Leary, patron di Ryanair, è tornato sulla possibilità, ventilata ormai da qualche anno (l'ultima volta l'anno scorso), di poter offrire voli intercontinentali a 10 euro. Durante una conferenza stampa a Pisa il ceo della compagnia irlandese ha nuovamente parlato della possibilità di un low cost tra Stati Uniti ed Europa, mostrando ancora una volta tutte le intenzioni di imbarcarsi in una nuova avventura, ma esponendo anche le difficoltà di una simile impresa. In primo luogo "mancano gli aerei a lungo raggio: le tre grandi compagnie del Golfo hanno intasato la produzione di questo tipo di aerei. Se ne dovessimo ottenere 40-50 ad un buon prezzo, potremmo considerare l'idea di lanciare collegamenti transatlantici". Al momento, tuttavia, sono attesi 40 nuovi aeromobili entro il 2016, che contribuiranno comunque ad abbassare il prezzo delle tratte continentali.

Il crollo del prezzo del carburante, secondo O'Leary, è l'altra buona notizia, oltre al potenziamento della flotta di casa, che darà modo di rendere ancora più convenienti le tariffe dei voli europei. Il ceo di Ryanair, insomma, ha sfoderato il suo consueto, esplosivo entusiasmo, confermando il potenziamento dello scalo di Peretola (Firenze) e in parte anche quello di Bologna. In particolare il triangolo virtuoso servito da Ryanair – Firenze, Pisa e Bologna – non presenta problemi si "sovraffollamento": "cresciamo con forza su Pisa – ha spiegato il numero uno della compagnia dell'arpa – che resta il nostro cuore pulsante, anche perché al momento Firenze ha una pista troppo corta dove non possiamo operare". Proprio Pisa, del resto, registra un record di prenotazioni per l'estate 2015 e di recente ha incluso la nuova rotta verso Crotone.

Per i voli intercontinentali Bologna potrebbe essere uno degli scali candidati per la rotta transatlantica dall'Italia. Ryanair ha infatti dichiarato che in Europa vi sarebbero 10-12 basi di partenza per New York e altre città americane, evitando però i grandi aeroporti. I paesi da cui diventerebbe attiva la rotta intercontinentale saranno Gran Bretagna, Germania, paesi scandinavi ed Italia. I nuovi collegamenti sarebbero serviti da una società controllata. Per ora l'unica cosa certa è che non ci sono gli aeromobili attrezzati per le lunghe tratte e che il calo del prezzo del petrolio, oltre ad avere un carattere instabile, incide ben poco sul costo di un volo (ecco cosa paghiamo quando compriamo un biglietto aereo).