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Val di Noto e dintorni, itinerari nelle città barocche in Sicilia

Uno dei più vasti siti al mondo Patrimonio dell'Umanità Unesco è un collettivo di perle che si trova nella parte sud-orientale dell'isola: otto città rappresentano una delle più belle espressioni dell'arte e dell'architettura italiana.

Il barocco di Noto

La “perfetta città barocca”: ecco una delle otto perle dell’Unesco.

Sempre più italiani scelgono la Sicilia come meta delle proprie vacanze. Da anni infatti l’isola è in testa alle classifiche di prenotazione e di ricerca sul web, soprattutto nel periodo delle vacanze estive. Ma l’interesse aumenta, e va oltre la semplice ricerca di una località turistica balneare: abbiamo visto infatti che la Sicilia è stata tra le mete preferite dagli italiani per Pasqua. Non c’è solo mare da queste parti, ma numerosi siti da visitare, percorsi naturalistici da affrontare in auto, a piedi, in bici… ma soprattutto una miriade di piccoli centri ognuno dei quali è un gioiello di arte e cultura a se stante, nella miglior tradizione della nostra bella Italia. Visitarli tutti è davvero un’impresa, e una sola vacanza in Sicilia non basta. Bisognerebbe pianificare il proprio viaggio in modo da concentrare i propri sforzi su una determinata area della regione. E noi per questa volta vi suggeriamo lo stupefacente Val di Noto.

Val di Noto e dintorni, itinerari nelle città barocche in Sicilia.

Noto, foto di Franco Pecchio

La Sicilia barocca esprime il suo splendore massimo nell’area sud-orientale dell’isola. Qui vi sono un numero cospicuo di piccole città che sono un fulgido esempio di quella che fu l’espressione della corrente artistica e culturale manifestatasi a partire dal XVII secolo. L’amore per le decorazioni architettoniche è esploso in un numero indefinito di edifici, soprattutto religiosi, caratterizzati dalle loro strutture ricche ed elaborate. Ma perché proprio questa parte della Sicilia ha un fascino particolare? Nel 1693 un tremendo terremoto devastò il Val di Noto, distruggendo 45 centri abitati e decimando la popolazione: si stimano 60.000 vittime, uno dei peggiori sismi della storia europea. La stessa Noto fu totalmente rasa al suolo; Catania perse 16.000 dei suoi 20.000 abitanti. Questi sono solo alcuni esempi per dare un’idea dell’enormità della catastrofe.

Catania, foto di Leandro Neumann Ciuffo

Il terremoto in Val di Noto fu una tragedia di proporzioni immani, ma fu anche l’inizio di una nuova era. I lavori di ricostruzione partirono subito, e mentre i poveri ammonticchiavano le pietre per ricostruire le proprie case, l’aristocrazia faceva a gara per costruirsi il palazzo più bello come segno della propria affermazione sociale. Quello che ne scaturì fu un’orgia edilizia che portò alla realizzazione di ville private, palazzi e chiese (molti membri delle organizzazioni religiose erano anche degli aristocratici). Gli architetti e gli artisti che si occuparono della costruzione dei vari edifici diedero sfogo a tutte le loro velleità, e mentre sorgevano nuove costruzioni, altre vecchie (come a Palermo) si adattavano al nuovo gusto. Col passare del tempo il barocco siciliano raggiunse piena maturità artistica distaccandosi dalla corrente originaria e distinguendosi per la gioia e la ricchezza delle sue creazioni. Queste hanno avuto la massima espressione nelle città tardo barocche del Val di Noto che sono entrate tutte a far parte dei Patrimoni dell’Umanità Unesco.

Modica, foto di GH NETwork

Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli: queste sono le città che hanno avuto l’onore di rappresentare tutto il Val di Noto nella sua bellezza architettonica, coprendo un’area che è diventata così uno dei Patrimoni Unesco più vasti del mondo. Le città sono state selezionate per essere “eccellente testimonianza e culmine dell’ultima fioritura del barocco europeo”, soprattutto in virtù dell’omogeneità del territorio (perché sviluppatesi tutte insieme) e per il perenne rischio di distruzione che corrono a causa di altri terremoti e dell’eruzione dell’Etna. Il vulcano è parte integrante del panorama di Catania, il cui bellissimo golfo è la porta di accesso di una città che lotta per vivere: le continue eruzioni non l’hanno mai fermata, e anzi i cittadini hanno utilizzato proprio la pietra lavica per ricostruire sempre sulle proprie macerie, tanto che Catania si è guadagnata l’appellativo di “città della lava”. La sua espressione barocca migliore è il Duomo di Sant’Agata.

Ragusa Ibla, foto di Luca

Caltagirone è la città delle ceramiche, una tradizione millenaria il cui emblema supremo è l’impressionante scalinata di Santa Maria del Monte. Militello in Val di Catania è forse la meno conosciuta, ma al pari delle altre è un vero e proprio museo a cielo aperto. Noto è considerata la “perfetta città barocca”, e lo si capisce dalla costruzione di piazza Municipio, una delle piazze più belle di Italia, con il palazzo Ducezio, il Duomo e la basilica. Palazzolo Acreide era l’avamposto difensivo della Siracusa greca, e la zona archeologica conserva numerose testimonianze dei tempi antichi. Naturalmente è d’obbligo anche una visita al capoluogo di provincia, che fu nell’antichità la più grande città greca (ed è anch’essa un Patrimonio Unesco a parte). Di Ragusa va sottolineato il quartiere Ibla, che è quello dove la ricostruzione tardo-barocca si è espressa meglio: inoltre, al calar della sera, esso assume un aspetto magico, in particolar modo grazie alle luci che illuminano il Duomo di San Giorgio. Modica è un vero e proprio presepe arroccato su una collina, che oltre alle costruzioni del Settecento presenta tantissimi altri punti di rilievo come il Castello dei Conti e la chiesa rupestre, solo per citarne un paio. Di Scicli, Elio Vittorini disse che è “forse la più bella tra le città del mondo”. Ma è difficile poter consegnare tale palma a una sola di queste città: lo spettacolo che vi attende per le vacanze in Val di Noto ha dell’incredibile.


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