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Crollo del turismo nel Mediterraneo, 18 milioni in fuga

Facciamo il punto della situazione sul turismo nella sponda sud del Mediterraneo: un’area notoriamente presa d’assalto d’estate ma che, complice la travagliata situazione geopolitica, sta conoscendo un periodo di crisi.
A cura di Angela Patrono
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Rabat, Marocco - Foto Pixabay
Rabat, Marocco – Foto Pixabay

Paesi come Egitto, Tunisia, Marocco o Turchia hanno sempre catalizzato i flussi turistici estivi grazie ad attrazioni che spaziano dal mare limpido alle testimonianze archeologiche e culturali. In queste aree il turismo costituisce una risorsa di primaria importanza e uno dei principali motori di sviluppo economico, ma eventi quali guerre civili e terrorismo stanno martoriando la zona e provocando la fuga di milioni di viaggiatori, gli stessi che un tempo prendevano d'assalto le coste.

Abbandono coatto della sponda sud del Mediterraneo: questo il quadro che prende forma a una prima analisi del mercato.  Alla luce del terribile attentato nell'aeroporto di Istanbul, facciamo il punto della situazione sul crollo del turismo nel Mediterraneo.

I primi dati aggregati sulla crisi, riportati da Blue Vision, registrano una netta contrazione della domanda nella zona africana del Mediterraneo e nel Medio Oriente. A spiccare sul banco degli imputati è, ovviamente, l'instabilità geopolitica dell'area che frena i flussi dei viaggiatori. Giorgia Bucchioni, presidente di Blue Vision e quindi dell’hub italiano della Blue Economy recentemente costituito a La Spezia, afferma che il numero di turisti in fuga dal Mediterraneo oscilla tra i 15 e i 18 milioni. Non è un problema da prendere sottogamba ed è necessario individuare delle valide alternative per scongiurare il disastro, come quella rappresentata dalle coste italiane:

Per questi turisti è urgente costruire, specialmente lungo le coste italiane, un’offerta alternativa a quella dei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente alle prese con un’instabilità geo-politica che difficilmente sarà di breve termine.

Il terrorismo e la questione immigrazione, uniti a un certo condizionamento mediatico, non fanno che alimentare la situazione di insicurezza e ogni segmento del comparto, dal settore ricettivo fino alle crociere e alla nautica da diporto, sta risentendo di questo clima problematico. Una prima analisi di Blue Vision vede un Egitto praticamente scomparso dal mercato turistico: i dati ufficiali più recenti parlano di viaggiatori in netto calo. Il numero dei visitatori si era dimezzato da 2,2 a poco più di un milione per il periodo gennaio-marzo, ma la tragedia del volo Egyptair ha contribuito a peggiorare il quadro e gli arrivi hanno subito un crollo del 90%. Uno sfacelo, se si pensa che il mercato turistico nell'Egitto pre-primavera araba del 2011 si aggirava intorno ai 15 milioni di turisti con numeri in costante crescita.

La Turchia sta attraversando momenti drammatici, segnando il crollo definitivo di un'industria dall'importanza strategica per il paese. I dati resi noti dal ministero del turismo rivelano che a maggio il settore ha registrato un calo degli arrivi dall'estero del 34,7%: il minimo storico da ben 22 anni. Un ruolo chiave nel crollo del turismo è giocato dagli attentati. Ultimo in ordine cronologico, il pesantissimo attacco terroristico all'aeroporto internazionale di Ataturk che aggraverebbe notevolmente il quadro. Dai 4 ai 5 milioni di turisti hanno disertato le loro vacanze in Turchia e, visti gli sviluppi recenti, il numero è destinato ad aumentare. In seguito al recente contrasto tra Ankara e Mosca le presenze russe sono scese del 92%. I timori legati al terrorismo hanno ridotto gli arrivi dalla Germania del 31,5% e quelli dalla Gran Bretagna del 29,4%, mentre le presenze italiane sono scese del 56,2%, registrando appena 20.289 visitatori. Anche la situazione turistica della Tunisia è stata compromessa da attentati come quello al Museo del Bardo o nei centri turistici costieri. Il calo dei turisti internazionali nel 2015 è pari al 57% con 1,2 milioni in meno di presenze.

Perfino il Marocco, ultimo baluardo del mercato turistico, sta registrando segnali di flessione, ma i dati più emblematici arrivano da Siria e Giordania. Appena sei anni fa la Siria contava 8 milioni di viaggiatori, ma il terrorismo Isis ha contribuito ad annullare in un sol colpo queste cifre. La Giordania, benché non sia toccata dal fenomeno Jihadista, ha subito una flessione tra il 25% e il 30% con un netto calo di Petra, una delle località turistiche più famose e visitate. Come se non bastasse, il mercato delle crociere sul Mediterraneo è in crisi e inizia a perdere colpi specialmente nel mercato americano, che in questo momento guarda con interesse alle crociere nel Nord Europa. Giorgia Bucchioni osserva:

Una situazione di questo tipo non può essere subita passivamente. Il rischio è quello di una deriva negativa destinata prima o poi a investire anche i mercati turistici della sponda nord del Mediterraneo occidentale.

Per trattenere i turisti sulle coste mediterranee è dunque indispensabile una strategia che valorizzi e presenti un prodotto Italia sempre più diversificato. I dati più recenti, comunque, rivelano un certo ottimismo, con flussi turistici che si concentrano sulle coste italiane del Mediterraneo per l'estate 2016.

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