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14 Luglio 2013
23:11

Le 10 foto più imbarazzanti (e meno originali) da scattare in viaggio

I turisti in vacanza fanno a gara per portarsi a casa lo scatto migliore. Perché allora assumono tutti quelle pose ridicole? Ecco la nostra top ten delle foto da evitare.
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Tutti scattiamo foto. E tutti ci divertiamo a condividerle. Soprattutto in viaggio, la percentuale dei nostri click schizza vertiginosamente verso l'alto. E ci sono due motivi principali per i quali immortalare i magici momenti della nostra vacanza. Il primo, è quello di conservare preziosi ricordi da custodire gelosamente e a cui guardare con un sorriso negli anni successivi. Il secondo, è per mostrarle agli amici. Con l'avvento dei social media la seconda motivazione è oggi la più probabile. Non solo i nostri amici, ma il mondo intero può condividere i nostri ricordi.

Nonostante tutto, le abitudini dei viaggiatori in tema di foto non sono cambiate nel corso dei decenni. E purtroppo ancora si assiste ad imbarazzanti spettacoli, dove il soggetto di turno assume pose per niente edificanti. Magari pensando anche di essere spiritoso ed originale. Ecco quindi la nostra personalissima top 10 delle foto più comuni – e ridicole – scattate dai turisti. Scoprite con noi perché non è il caso di imitare queste persone.

Sorreggere la Torre di Pisa

Non ne bastava uno… Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/msk13/4346285478/" target="_blank" rel="nofollow">Misko</a>
Non ne bastava uno… Foto di Misko

Se nel XIV secolo avessero inventato la macchina fotografica siamo sicuri che già allora avrebbero scattato foto come questa. In effetti ci viene da pensare a chi sia venuto per primo la brillante idea di fingere di reggere la torre pendente più famosa del mondo. Grazie a quella mente superiore, oggi piazza dei Miracoli è invasa da eserciti di turisti con mani protese. Come se non ci fosse nient'altro da fare a Pisa.  Eppure questa posa riempie di gioia il cuore dei fotografi, neanche avessero ottenuto lo scatto della loro vita. Per non parlare dei soggetti protagonisti della foto, che aderiscono alla tradizione decennale con un sorriso smagliante, contenti di aver rinvigorito l'usanza. C'è anche chi, noncurante delle regole, si pone dal lato opposto della torre e nel tentativo di reggerla in realtà appare come se la stesse spingendo a cadere. Questi tipi sono assolutamente da evitare.

Attraversare la strada come i Beatles

Attraversare questo incrocio da soli è ancora più triste che farlo in quattro. Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/sparragus/2620947537/" target="_blank" rel="nofollow">Sparragus</a>
Attraversare questo incrocio da soli è ancora più triste che farlo in quattro. Foto di Sparragus

Il giorno che i Fab Four pubblicarono il loro ultimo album in studio probabilmente non avrebbero mai pensato di rendere così popolare una sconosciuta strada di Londra. I Beatles non l'hanno scelta a caso: è li che si trovavano i loro studi di incisione. Ma a parte le strisce bianche sull'asfalto non c'è assolutamente nient'altro da vedere da quelle parti. Eppure molti turisti in viaggio a Londra sono capaci di sacrificare altre tappe molto più importanti nella capitale inglese semplicemente per ottenere questa foto. E gli automobilisti puntualmente devono fare i conti con schiere di maniaci dell'inquadratura che cercano di assumere una posa identica a quella dei loro beniamini. E resistere alla tentazione di investirli. E si sa, gli automobilisti a Londra non sono molto tolleranti nei confronti dei pedoni…

Attraversare la strada come i Beatles… nell'antica Roma

Avessero almeno imbroccato la direzione giusta! Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/guysie/1006736892/" target="_blank" rel="nofollow">Guy Sie</a>
Avessero almeno imbroccato la direzione giusta! Foto di Guy Sie

Farsi fotografare ad Abbey Road è ormai un cliché, quindi non possiamo neanche poi prendercela tanto. Ciò che però infastidisce è l'ingenuità nel pensare di essere davvero originali. E questo succede regolarmente agli scavi di  Pompei. Un antico attraversamento pedonale romano, costituito da tre blocchi di pietra nel mezzo della via, è la scusa perfetta per imitare di nuovo gli scarafaggi di Liverpool. Ma i titoli ironici con cui queste foto vengono pubblicate online fanno presupporre che i protagonisti siano genuinamente convinti di essere stati i primi a concepire un'idea così divertente. Sarebbe davvero una crudeltà deluderli postando come risposta i link alle migliaia di foto identiche reperibili in rete.

Scimmiottare una guardia reale

Data la distanza, questo deve temere una brutta reazione della guardia. Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/jcorrius/957492818/" target="_blank" rel="nofollow">Jesús Corrius</a>
Data la distanza, questo deve temere una brutta reazione della guardia. Foto di Jesús Corrius

Dovunque ci sia una corona ci sono delle guardie reali. E queste sono solitamente costrette a lunghi turni dove loro unico compito è stare fermi eretti in una guardiola senza emettere un fiato. Niente di cui essere dispiaciuti, è il lavoro per cui sono pagati. Quello che dispiace è vedere che degli esseri umani che sono nel regolare svolgimento delle loro funzioni vengono trattati come manichini o statue dai turisti di passaggio. Che non possono esimersi dal scattare una foto affianco a loro. A volte si limitano a sorridere, a volte ne imitano la posa ridicolizzandoli. Accade a Londra, come ad Oslo, come in altri posti della Terra. La domanda che ci poniamo è: perché farsi fotografare accanto a degli sconosciuti? Fareste lo stesso con un tizio fermo alla fermata dell'autobus?

Tenere in braccio un bambino africano

Prendere in braccio un bambino africano e mostrarlo con un sorriso orgoglioso alla macchina. Come se l'avessero partorito loro. Chi va in vacanza in Kenya vuole a tutti i costi vedere un vero villaggio o visitare un orfanotrofio. Per poter dire di aver girato il mondo, e di aver visto la povertà con i propri occhi. Questo ovviamente avviene con la complicità dei tour operator, che non mancano di lucrarci sopra. I turisti si sentono soddisfatti perché vengono accolti festosamente. Chiaro, portano cibo e regali. La foto è la testimonianza della loro munificenza e del viaggio nel terzo mondo. La realtà è che dopo che avranno rimesso a terra quel bimbo loro ritorneranno nel proprio resort all inclusive, mentre lui continuerà a soffrire la fame. In attesa del prossimo benefattore pronto allo scatto.

Palpare Giulietta

Sono molestie se vengono da una donna? Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/crowdyke/3393863316/" target="_blank" rel="nofollow">crowdyke</a>
Sono molestie se vengono da una donna? Foto di crowdyke

Verona ha fatto della tragedia di Shakespeare la sua fortuna. Un giorno qualcuno ha creduto di individuare in un antico palazzo la residenza dei Capuleti. Dopo la scoperta, la statua di Giulietta non ci ha messo molto ad arrivare. E con lei i turisti. Tutti in fila per farsi una foto con lei. E per palparle il seno. Si dice infatti che toccare il seno di Giulietta porti amore nella vita. I luoghi di Verona sono però altri, in una città che offre enormi ricchezze in termini di monumenti e siti archeologici. Ma che deve la sua fama soprattutto al bardo inglese. Che però era un tragediografo, non uno storiografo. Molti pensano che Romeo e Giulietta siano esistiti davvero e che la statua sia un tributo a un personaggio storico. Ma anche fosse, non si è mai visto nessuno fare la fila per una foto assieme alla statua di Garibaldi.

Telefonare da una cabina inglese

Pronto? Vorrei ordinare un talento fotografico con contorno d’inventiva. Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/26546811@N04/2489829981/" target="_blank" rel="nofollow">F43r1x</a>
Pronto? Vorrei ordinare un talento fotografico con contorno d’inventiva. Foto di F43r1x

Ritorniamo a Londra, per una delle foto più trite e meno salutari che si possono effettuare nella capitale inglese: quella all'interno della tradizionale cabina telefonica rossa. Attrazione molto vintage, in un'epoca in cui anche i bambini possiedono un cellulare. Quello che la gente non sa prima di entrarci dentro e simulare una telefonata è come vengono usate oggi quelle cabine. Molti ci espletano le proprie funzioni corporali, e il turista lo scopre a sue spese dopo aver sperimentato il non proprio gradevole odore all'interno. Ma la foto è d'obbligo, e quindi via col sorriso, cercando di dissimulare una smorfia di disgusto. Se si è anche un po' bigotti si cercherà anche di non storcere il naso di fronte ai numerosi adesivi che pubblicizzano linee telefoniche private e massaggiatrici a domicilio. Ci siamo capiti.

Pescare la Torre Eiffel

Ci vuole concentrazione per una foto così difficile… Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/rightee/134743468/" target="_blank" rel="nofollow">Andy Wright</a>
Ci vuole concentrazione per una foto così difficile… Foto di Andy Wright

Questa è la variante francese della nostra Torre di Pisa. Sembra che i turisti si divertano a umiliare i monumenti nazionali con facili giochi di prospettiva e lenti bifocali. In questo caso nessuno può resistere a pescare la romantica Tour Eiffel dalla punta. O reggerla sul palmo di una mano. Come se fosse un modellino qualunque. Perché allora non farlo direttamente con i modellini, direte voi? Perché ci sono foto che non hanno niente a che vedere con l'originalità o la simpatia del fotografo. L'unico scopo è poter mostrare agli amici qualcosa che dica "io ci sono stato". Con molta poca originalità e simpatia.

Fare yoga davanti al Taj Mahal

Questa tra l’altro fa venire anche il mal di mare. Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/26254305@N08/5857129741/" target="_blank" rel="nofollow">roanokecollege</a>
Questa tra l’altro fa venire anche il mal di mare. Foto di roanokecollege

La lontana India, patria di filosofie spirituali e posizioni assurde, è anche sede del più grande monumento d'amore che sia mai stato costruito al mondo: il Taj Mahal di Agra. L'immenso palazzo fu infatti costruito da un imperatore in onore della sua defunta moglie. Si viaggia in India per andare in luoghi come questo, o come Rishikesh, la capitale dello yoga, dove si praticano lezioni tutti i giorni. A molti turisti però lo yoga interessa poco. Ma non riescono comunque a esimersi dall'assumere pose ridicole di fronte al palazzo, perché secondo loro là si usa così. Come se tutti gli indiani passassero le loro giornate a rompersi le gambe per assumere la posizione del loto.

Mettersi in posa

Quale che sia il monumento, l'importante è farsi fotografare. In realtà i veri protagonisti della foto siamo noi. E dobbiamo risultare brillanti. Ecco perché appariamo poi tutti uguali. Una posa è per sua stessa natura finta e statica. Come un sorriso falsamente stampato sul volto. Chi lo adotta di fronte alla camera nella maggioranza dei casi aveva un'espressione del tutto differente pochi secondi prima, e la riprenderà pochi secondi dopo lo scatto.

80°C e ancora felici. Mah… Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/london/56554781/" target="_blank" rel="nofollow">Jon Rawlinson</a>
80°C e ancora felici. Mah… Foto di Jon Rawlinson

Chi invece si diverte il sorriso ce l'ha sempre. Quindi in foto deve dimostrare che si sta divertendo ancora di più per comunicare gioia al mondo. E per farlo cosa sceglie? Le due dita alzate a forma di V. Messaggio di pace? Dichiarazione di vittoria? Desiderio di una toilette? Non si capisce per cosa stiano quell'indice e medio che tutti rivolgono verso la camera, ma tutti lo fanno. Evidentemente è molto più facile assumere una posa per niente originale che essere se stessi.

"e profondissima quiete io nel pensier mi fingo"… Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/christopherblizzard/306043152/" target="_blank" rel="nofollow">Christopher Blizzard</a>
"e profondissima quiete io nel pensier mi fingo"… Foto di Christopher Blizzard

Ma c'è di peggio. C'è chi invece di mostrarsi sorridente, in foto, vuole essere figo. Per cui via a pose plastiche da modello, accompagnate da sguardi verso il tramonto. Queste persone scrutano l'orizzonte indifferenti come se in realtà non gli importasse di essere fotografati. Come se fossero là a farsi i fatti propri e qualcuno a loro insaputa li avesse immortalati in uno scatto, per quanto belli sono. E dopo, felici della loro essenza cool, si affretteranno a condividerla sui social network. Ma la loro sarà solo una goccia nel mare delle migliaia di foto identiche reperibili in rete.

[In apertura: l'originalità ai suoi massimi livelli. Foto di Vincent Lock]

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