Duomo di Cefalù – Foto Wikipedia
in foto: Duomo di Cefalù – Foto Wikipedia

La bellissima Cefalù è una delle località più rinomate per le vacanze al mare in Sicilia. Tuttavia, oltre alle spiagge da sogno, questa perla siciliana offre anche attrazioni culturali da non perdere. Tra queste spicca il meraviglioso Duomo di origine normanna, costruito in stile romanico con tratti bizantini. Nel 2015 questo gioiello è stato annoverato tra il Patrimonio dell'Umanità UNESCO, nell'ambito dell'Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale.

Veduta di Cefalù – Foto Wikipedia
in foto: Veduta di Cefalù – Foto Wikipedia

Il Duomo di Cefalù – il cui nome effettivo è quello di Basilica Cattedrale della Trasfigurazione – venne fondato da Re Ruggero II nel 1131. Il sovrano decise di edificare un mausoleo di famiglia in segno di riconoscenza per essere scampato da una tempesta. La chiesa, però, fu consacrata ufficialmente solo il 10 aprile 1267. Oggi la Cattedrale domina il panorama cittadino dall'alto di una scalinata costruita nel 1851. Ciò che la rende unica sono le due imponenti torri, dotate di raffinate bifore e monofore e sormontate da cuspidi piramidali aggiunte nel Quattrocento: una a pianta quadrata con merli a forma di fiammelle, l’altra a pianta ottagonale con merli ghibellini, a simboleggiare rispettivamente il potere papale e il potere temporale. Tra le due torri si trova il portico a tre arcate, iniziato nel 1471 da Ambrogio da Como, e l'affascinante portale del XII secolo in marmo bianco, ornato da preziose decorazioni.

Cristo Pantocratore – Foto Wikipedia
in foto: Cristo Pantocratore – Foto Wikipedia

L'interno a tre navate è scandito da sedici colonne di granito. I soffitti lignei conservano tracce della precedente decorazione pittorica con motivi vegetali e figurativi di carattere profano, realizzati da maestranze islamiche. Il culmine dello splendore è raggiunto dai mosaici di fattura bizantina con fondo in oro, situati dietro l'altare. Nell'abside centrale spicca il maestoso Cristo Pantocratore in atto di benedire. In particolare, la gestualità della figura rivela profondi richiami teologici. L'indice e il medio congiunti si riferiscono alle due nature del Cristo, divina e umana, mentre l'unione di pollice, mignolo e anulare indica il mistero della Trinità; la sinistra regge il Vangelo aperto sulle cui pagine si legge, in greco e latino: «Io sono la luce del mondo, chi segue me non vagherà nelle tenebre ma avrà la luce della vita». Sotto è raffigurata la Madonna in preghiera, affiancata dai quattro arcangeli Raffaele, Michele, Gabriele e Uriele. Nelle successive fasce sono rappresentati i santi Pietro e Paolo, i quattro evangelisti e alcuni apostoli. I mosaici, secondo un'epigrafe posta in basso, furono eseguiti nel 1148. Tra le varie opere d'arte ospitate all'interno, risultano degne di nota la Croce lignea (1460-65), attribuita a Guglielmo da Pesaro; la Madonna con il Bambino (1533), scultura in marmo attribuita ad Antonello Gagini; l'Angelo Annunciante e l'Annunciata (1484 circa), statue attribuite a Giorgio da Milano. Tra le opere contemporanee spiccano le vetrate (1985-2001), realizzate da Michele Canzoneri, e l'altare in bronzo e lamina d'oro zecchino (1992), realizzato dallo scultore Virginio Ciminaghi.

Mosaico delle volte con angeli – Foto Wikipedia
in foto: Mosaico delle volte con angeli – Foto Wikipedia