Repliche di monumenti nel mondo

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Alzi la mano chi non ha mai copiato a scuola. Dubitiamo fortemente che ci sia qualcuno. E se pensate che sia peccato veniale e innocente da bambino, rendetevi conto di quante volte lo fate nella vita di tutti i giorni anche oggi che siete cresciuti. Copiate un'idea, uno scherzo, una battuta… A volte diciamo "te la rubo" riferito a qualcosa di incredibilmente geniale che non può rimanere nelle mani di una singola persona. Così si diffonde il sapere. Così gli artisti condividono estro e creatività. E loro copiano, altroché se lo fanno, e da secoli. Michelangelo copiava Giotto. Beethoven si ispirava a Mozart. E oggi è pressoché impossibile produrre qualcosa di originale. E si saccheggia dal passato. Purtroppo, ahinoi, spesso l'arte non c'entra più niente ma sono i soldi, quelli che fanno girare il mondo. E chi non ha soldi per girare il mondo e vederne le sue meraviglie… be', forse può vedersele a casa propria. E non parliamo certo di foto e documentari. I geniali imprenditori del turismo hanno pensato che se Maometto non va alla montagna, i posti più belli uno se li può costruire da sé.

Repliche di monumenti famosi nel mondo ce ne sono tante. E chi sono i primi a copiare? Gli americani, ovvio. Quelli hanno i soldi e le idee. I soldi loro e le idee degli altri, ovvio. Prendiamo Las Vegas: le piramidi, la Statua della Libertà, la Tour Eiffel, addirittura le intere calli di Venezia e la sua piazza San Marco riprodotte all'interno dei lussuosi casinò. Sono l'esempio più emblematico di cosa si è capaci di realizzare per attirare i turisti in una città che a parte le case da gioco non offre nient'altro. E, senza troppi criticismi, noi italiani siamo tra i primi ad essere attirati da tanta grandeur: la città del Nevada è perennemente sulle rotte dei viaggi di nozze, anche grazie al fatto di essere la principale porta d'accesso al Grand Canyon. Ma la maestosità della natura, quella non si può ricreare. Le opere dell'uomo invece sì, eccome. E noi siamo curiosi di vedere in che modo si sono sbizzarriti. Ma non solo gli americani. Smettiamola con questo falso mito che sono solo loro a copiare: loro hanno i mezzi, ma non sono gli unici, e in ogni parte del mondo possiamo trovare riproduzioni di statue, palazzi… e intere città! E forse non vi sorprenderà scoprire chi sono i veri maestri, da quest'ultimo punto di vista…

Come l'America vede il mondo

Il Vecchio Continente non può che essere fonte di massima ispirazione per un un paese che in pochi secoli ci ha raggiunto e superato in modernità, ma che non potrà mai vantare la nostra storia millenaria e i lasciti dei vecchi popoli che hanno fatto grande l'Europa. Ecco perché da quelle parti si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di portare un pezzettino delle nostre eredità più popolari sulle loro terre. Prendiamo il Partenone, simbolo della civiltà greca: il tempio dedicato alla dea Atena guarda orgoglioso la capitale della Grecia dall'alto della sua Acropoli. Certo, soffre gli acciacchi dell'età, ma è sempre lì, fiero e maestoso, da 2.500 anni. Ma oggi una riproduzione più giovane e baldanzosa la possiamo ritrovare a Nashville, nel Tennessee: costruita nientemeno che nel 1897 in occasione dell'Esposizione Centennale, e ristrutturata trent'anni dopo, è una replica in scala reale dell'originale ateneo, e ospita al suo interno una statua di Atena alta ben 13 metri.

Foto di Andre Porter

Sicuramente il sito storico che va più per la maggiore è Stonehenge: il mistero del complesso megalitico situato nella campagna del sud dell'Inghilterra esercita un fascino notevole sugli americani, che lo hanno ricostruito nelle forme più disparate in decine e decine di località. In alcune è riprodotto come doveva apparire migliaia di anni fa (Sam Hill's Stonehenge di Maryhill, Washington), altre come appare oggi (Foamhenge in Natural Bridge, Virginia). C'è la replica che fa un curioso abbinamento con una testa di Mohai dell'isola di Pasqua (Stonehenge II in Ingram, Texas), mentre non si contano le parodie realizzate con auto, bottiglie, frigoriferi e via dicendo… ma qui usciamo fuori argomento. Resta il fatto che se chi si reca in Inghilterra per ammirare il gruppo di rocce più famoso del mondo deve raggiungere un punto sperduto sulla cartina britannica, negli Stati Uniti può praticamente trovarlo dappertutto.

Come ci si poteva immaginare, anche uno degli edifici più famosi della nostra penisola è stato ricopiato: la Leaning Tower of Niles, in Illinois, fa il verso alla nostra torre pendente di Pisa, anche se in proporzioni molto più ridotte: 29 metri contro i 54 originali. C'è chi dice sia stata costruita per celebrare i 600 anni dalla costruzione dell'originale. In realtà è un serbatoio idrico che alimenta le piscine di un parco acquatico. La cittadina di Niles ha comunque fatto il suo bravo gemellaggio con Pisa nel 1991, e investito oltre un milione per la sua ristrutturazione.

Torre Eiffel vs Statua della Libertà

Paris, Texas. Paris, Tennessee. Parizh, Russia. Sembra che portare il nome della capitale francese comporti automaticamente l'obbligo di erigere una replica della Torre Eiffel. O forse non è un requisito strettamente necessario. Tanto è vero che nel mondo le riproduzioni del monumento francese più famoso si sprecano. L'avveniristica (per l'epoca) opera architettonica di Gustave Eiffel ha ispirato molte altre costruzioni simili: prendiamo la Tokyo Tower o la Funkturm di Berlino. Ma in altre circostanze ha fatto nascere a numerose comunità sul pianeta la voglia di possederne una. Alcune riproduzioni sono abbastanza basilari, ne richiamano la forma ma hanno una struttura molto meno complessa: è il caso, ad esempio, delle tre città sopra citate. Altre, come quella di Filiatra in Grecia o Bloemfontein in Sudafrica, sono più simili ma differiscono naturalmente in altezza. Altre invece sono straordinariamente identiche: quella di Slobozia in Romania, o quella di Gómez Palacio in Messico reggono quasi il confronto con l'opera madre.

Foto di Tim Wang

Il marchio francese è impresso anche su un altro dei monumenti più copiati al mondo: la Statua della Libertà. Frédéric Bartholdi ha regalato la sua creazione all'America, ma ha lasciato i suoi modelli in giro per la Francia: non solo a Parigi, ma anche a Colmar e Saint-Cyr-sur-Mer. Altre "copie non originali" si possono trovare a Bordeaux, Barentin e altre città francesi. Anche l'America si vanta del suo simbolo maggiore e lo ha riprodotto dappertutto nelle scale più disparate. Dove non vi aspettereste mai però di trovare Miss Liberty è in Giappone: nella baia di Tokyo, di fronte al Rainbow Bridge; nel distretto commerciale di Amerikamura, in Osaka; nella città di Shimoda, dove si trova esattamente alla stessa latitudine di quella newyorchese. Girando il mondo, comunque, ci si può imbattere in Libby un po' dappertutto: è confortante sapere che l'ideale di giustizia e libertà è così largamente diffuso. O almeno ne è la sua effige.

L'Europa è vicina

Potremmo andare avanti all'infinito a parlare di riproduzioni di statue e monumenti, ma ci premeva di evidenziare quelle più colossali. Si tratta infatti di opere di grosse proporzioni, quindi lo sforzo di copiare è apprezzabile. Ma si può andare oltre. Si potrebbero riprodurre intere città a distanza di migliaia di chilometri. E lo hanno fatto. Chi? Ma i maestri del tarocco, of course: i cinesi. Pensavate che clonassero solo cellulari e radioline? Roba da anni Ottanta: oggi sono molto più avanti, e copiano intere città, mattone per mattone. Il caso più recente è quello di Hallstatt, una cittadina dell'Austria Patrimonio dell'Umanità Unesco, e molto popolare tra i cinesi. Talmente popolare che hanno deciso di costruirsene una tutta loro. La nuova Hallstatt si trova nei pressi di Huizhou, nella provincia del Guangdong, e come l'originale si affaccia sul capo di un lago. Con l'unica differenza che il clima che si respira in Austria è alpino, mentre da queste parti è decisamente tropicale. Per il resto, il villaggio storico è stato ricostruito fin nei minimi particolari, dagli edifici più grandi alle decorazioni delle balconate. Impressionante? Ma questo è solo uno dei tanti esempi della tipica arte cinese di ricreare le città europee.

"Original Copies: Architectural Mimicry in Contemporary China" è un libro della scrittrice dell'Huffigton Post Bianca Bosker. L'autrice ha girato per sei anni la Cina in lungo e in largo alla ricerca delle città-clone. E ne ha scovate a centinaia. Ad Hangzhou troviamo una perfetta riproduzione di piazza San Marco e della calli veneziane nella Venice Water Town, che farebbe impallidire quella di Las Vegas. Nella vicina Tianducheng vi è una piccola Parigi che ospita una Torre Eiffel superiore in fattura a tutte le riproduzioni sopra citate. A Shangai troviamo Thames Town, ispirata alle architetture inglesi, e il Garden of Monet, ovviamente ispirato alla Francia. Non solo Europa: repliche della Casa Bianca di Washington sono disseminate un po' dappertutto. È lo spirito dei cinesi, che sembrano voler ostentare la loro superiorità economica dimostrando che sono in grado di ricreare qualsiasi cosa sognino di avere: in questo caso i luoghi dell'occidente che tanto fascino esercitano sui turisti.

Ma accade anche l'esatto contrario. È di recente la notizia del progetto di costruzione di una nuova Città Proibita in Australia: verrà realizzata in scala 1:1 nella città di Wyong, 90 km da Sydney. Giusto per non puntare sempre il dito contro i cinesi che copiano tutto. Tornando negli Usa Leavenworth, nello stato di Washington, è modellata secondo le fattezze di un villaggio bavarese. E a Potsdam, non lontano da Berlino, c'è un intero quartiere di 134 case in perfetto stile olandese. Tutto il mondo copia. Tutto il mondo è paese.

[In apertura: foto di Dr Colleen Morgan]

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