Il turismo religioso in Italia non manca certamente di mete, tanto che il nostro paese è un crocevia di diversi itinerari di pellegrinaggio. Ma è interessante notare non solo come i luoghi di culto si differenzino tra loro per le vicende che li hanno posti all'attenzione dei pellegrini, ma anche per le icone che venerano. Se infatti Assisi in Umbria è una delle mete più popolari del mondo perché fu casa di San Francesco, un personaggio esemplare prima che un santo; Loreto nelle Marche è non meno famosa perché in essa si venera… una casa. Ma non una casa qualunque, bensì quella che fu un tempo l'abitazione della Vergine Maria, dove tra l'altro ricevette dall'arcangelo Gabriele l'annunciazione che sarebbe diventata madre di Gesù. Santissima la donna che la abitò, santissima quindi diventò la casa, per cui degna di venerazione.

Santuario della Santa Casa a Loreto

Foto di Massimo Roselli

Il Santuario della Santa Casa è infatti il nome con cui viene identificato oggi l'abitazione nazarena, attorno alla quale è nata e si è sviluppata l'intera città di Loreto… Un momento. Abbiamo detto "nazarena"? Certo, perché come tutti sanno Gesù e famiglia erano originari di Nazaret, nell'odierna Israele. Come si spiega allora che la loro casa si trovi in un paesino della provincia di Ancona? Qui la storia si fa interessante. La tradizione religiosa vuole infatti che nel 1291, più di due secoli dopo la nascita di Cristo, la casa era ancora là, ma era in pericolo poiché i turchi avevano invaso tutta la Palestina. Degli angeli quindi l'avrebbero letteralmente presa e sollevata in volo e portata in Italia: nel linguaggio religioso si parla di "traslazione della casa". Gli angeli l'avrebbero posata in più punti, lasciandovela sempre per qualche mese, prima di trovare la sistemazione definitiva lontana dagli attacchi di brigantaggio o da eventuali pericoli provenienti dal mare (la casa passò, tra gli altri, nei pressi di Fiume e a Porto Recanati).

La Santa Casa arrivò a Loreto quando Loreto non esisteva ancora: si trattava di una collina piena di lauri, e da qui il luogo prese il nome. La cosa interessante è che quella che può sembrare una leggenda ha, come sempre, un fondo di verità. La casa fu davvero portata dalla Palestina in Italia: lo attestano alcune documentazioni e il fatto che le sue caratteristiche architettoniche e i materiali con cui era stata realizzata erano totalmente fuori posto nella nostra penisola. Ma il particolare più sorprendente è l'origine della figura degli angeli a cui viene attribuita l'opera: Angeli, o De Angelis, era il nome della famiglia bizantina che si occupò di prelevare la casa per salvarla dall'opera distruttrice dei musulmani e la portò in Italia. Ben presto attorno alla reliquia nacque il piccolo borgo di Loreto, che crebbe nel giro di poco tempo fino a diventare la città che tutti conosciamo oggi.

Pellegrinaggio a Loreto

Foto di Maceratesi Olivier

La Basilica della Santa Casa è il santuario che ospita oggi i resti dell'abitazione mariana. Si trova nella Piazza della Madonna, tra le più belle piazze italiane. E rappresenta il punto terminale di quella che viene definita la Via Lauretana, uno dei percorsi di pellegrinaggio di cui parlavamo all'inizio: esso collega Roma a Loreto, ed è fondamentalmente la rotta commerciale che univa Roma al porto di Ancona, prima che assumesse importanza religiosa. Al suo arrivo nel 1294 la reliquia venne immediatamente protetta con una volta e dei portici, che poi diventarono una chiesetta e infine la basilica. I lavori del santuario vero e proprio cominciarono nel 1468 e terminarono nel 1587, con l'aggiunta della facciata: ad essi parteciparono i più alti esponenti dell'architettura rinascimentale dell'epoca. Nel XVIII secolo ci fu anche l'aggiunta del campanile ad opera di Luigi Vanvitelli, il celebre architetto napoletano la cui opera più famosa è la Reggia di Caserta.

Marche

Foto di pizzodisevo

A Loreto i luoghi da visitare non sono tantissimi, e fondamentalmente tutto il turismo  si basa sulla visita alla imponente Basilica. Diciamo che l'occasione del pellegrinaggio è buona per un weekend di primavera, che comprenda anche una visita nei dintorni. Tra i paesini da segnalare: l'esoterica Osimo, e il suo borgo ricco di chiese; Recanati, la città di Leopardi; Gradara, con il suo castello; senza dimenticare naturalmente Urbino e tutto il Montefeltro, con le varie costruzioni fortificate. Ad appena un'ora poi vi sono le caverne di Frasassi, tra le grotte più belle di Italia. Non tralasciamo naturalmente una sosta in un agriturismo della zona. Il vostro itinerario uscirà forse fuori dai percorsi religiosi, ma vi porterà alla scoperta dell'entroterra marchigiano, la cui bellezza può fare altrettanto bene al vostro spirito.