Vacanze in montagna in Valle d'Aosta

Che la Valle d'Aosta sia la meta migliore dove sciare in Italia non ci sono dubbi: le elevate altitudini garantiscono una neve sempre fresca e rispetto ad altre località sciistiche si ricorre di meno all'innevamento artificiale. Ma c'è ben altro in questa piccola regione del nord: dei vasti paesaggi montani decorati da laghi, boschi, e le vette più elevate d'Europa, tra cui la più alta di tutte, quella del Monte Bianco. In questo colorato panorama riposano una schiera di piccoli comuni, a volte abitati solo da poche decine d'abitanti, che godono di questi scenari da favola e che rappresentano essi stessi delle perle da ammirare. Ecco perché le vacanze in montagna in Valle d'Aosta vanno ben oltre lo sci: anche chi non ha niente a che vedere con lo sport invernale per eccellenza potrà godere delle mille meraviglie che questa regione può offrire sia in estate che in inverno.

Località sciistiche
Castelli
Terme

Località sciistiche

Senza girarci troppo attorno, la maggiore attrazione turistica della Valle d'Aosta sono gli impianti sciistici (ma non l'unica, come vedremo). Le blasonate piste da sci, situate per lo più in località dagli altisonanti nomi francesi, sono rinomate per le diversificate e (quasi sempre) moderne attrezzature dei loro comprensori. La tradizione sciistica è così radicata che anche il più piccolo comune alpino di poche decine d'abitanti può vantare almeno un impianto di risalita, e soprattutto le strutture alberghiere per ospitare i turisti.

Courmayeur è senza dubbio la più rinomata tra le le località sciistiche della Valle d'Aosta. Non fosse solo per la sua collocazione, al confine tra Italia, Francia e Svizzera, che per questo motivo richiama abbondantemente sciatori dai tre lati dell'arco alpino. Ma la popolarità di Courmayeur si è consolidata col tempo: la località è infatti la stazione sciistica più antica d'Italia. Popolare prima come stazione termale, con la costruzione degli impianti all'inizio del ventesimo secolo ha incrementato il suo turismo ponendosi come punto di riferimento dello sci valdostano. Il suo comprensorio può vantare 100 km di piste sui due versanti del Monte Bianco, il Chècrouit e il Val Veny, che ricevono il sole lungo tutto l'arco della giornata, prolungando così l'attività sportiva.

Cervinia. Foto di James Preston
in foto: Cervinia. Foto di James Preston

Cervinia, conosciuta dai francofoni come Breuil, deve il suo nome al monte Cervino che la sovrasta, che è invece conosciuto dagli svizzeri come Matterhorn. Questa confusione linguistica non deve mettervi in imbarazzo: ci si rende bene conto dell'atmosfera internazionale che si respira in Valle d'Aosta proprio in questo enorme comprensorio, che permette di sciare da un paese all'altro. Il Matterhorn Ski Paradise infatti copre tutta l'area da Cervinia a Zermatt, la località sciistica sul versante svizzero del monte Cervino. Un totale di 350 km di piste, da percorrere con skipass internazionale. E una delle funivie più spettacolari del mondo, che permette di raggiungere il Plateau Rosa a quota 3550 metri, e dà la possibilità anche ai non sciatori di godere del meraviglioso panorama che si stende su tutto il gruppo montuoso del monte Rosa.

Valtournenche è il nome sia di un comune, che della valle che lo racchiude. Tutti i comuni della valle fanno parte del comprensorio sciistico di Breuil-Cervinia. Tra questi famoso è il piccolo villaggio di Chamois, conosciuto per essere uno dei comuni meno popolati di Italia, e soprattutto l'unico a non essere raggiungibile via auto: vi si arriva solo tramite la funivia di Buisson (frazione del sottostante comune di Antey-Saint-André), oppure lungo una mulattiera a piedi, o persino in aereo sul piccolo altiporto. Ma la destinazione migliore in Valtournenche è quella per gli amanti dello snowboard che possono mettere alla prova tutti i loro tricks migliori nello snow park White Virus situato a Torgnon.

Champoluc. Foto di Benito Condemi de Felice
in foto: Champoluc. Foto di Benito Condemi de Felice

Champoluc è la località più importante dell'enorme comprensorio conosciuto come Monterosa Ski, che prende il nome dal massiccio omonimo e si estende tra Valle d'Aosta e Piemonte. Un totale di 180 km di piste blu, rosse e nere, che accontentano quindi ogni tipologia di sciatore. La stessa varietà è offerta anche dai numerosi tipi di impianti di risalita: li troviamo praticamente tutti tra funivia, ovovia, tapis roulant, seggiovia, sciovia e altri ancora. La maggior parte degli impianti è concentrata proprio nel territorio di Champoluc, ma si riscontra abbondanza anche nei comuni di Antagnod, Brusson, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La Trinité. D'altronde l'occasione è anche quella di visitare queste piccole comunità alpine della comunità Walser, che si distinguono proprio per la cultura germanica riscontrabile immediatamente nelle case di legno. Champoluc è comunque un centro molto frequentato anche durante il periodo delle vacanze estive, perché qui la montagna offre numerose possibilità di escursioni lungo gli itinerari che percorrono il monte Rosa.

La Thuile è la base di partenza per quelli che vogliono andare a sciare sul comprensorio internazionale dell'Espace San Bernardo: 180 km per un totale di 80 piste tra sci alpino e sci di fondo, perennemente innevate grazie alle alte quote (fino ai 2.700 metri), o in caso di scarsità di precipitazioni, ammantate con neve artificiale sparata da ben 4oo cannoni. Qui il protagonista del paesaggio è il ghiacciaio del Rutor, che anche in estate richiama all'attenzione i numerosi escursionisti che decidono di passare le vacanze in montagna in Valle d'Aosta.

Cogne, oltre che per i suoi 80 km di piste, è conosciuta per essere la porta d'accesso principale al Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico parco nazionale italiano: la sua notevole biodiversità sia di flora che di fauna ne fanno un prezioso elemento di richiamo per il turismo della zona tra estate e inverno. Ma, tornando alla stazione sciistica, Cogne è principalmente frequentata dagli amanti dello sci di fondo: gli 80 km di piste per la disciplina battono i 9 km dedicati allo sci alpino. E non è un caso che la località sia stata scelta più volte come tappa per i campionati mondiali di sci di fondo. Un'altra disciplina invernale popolare da queste parti è l'arrampicata su ghiaccio, che nella zona di Cogne si sviluppa sulle oltre 150 cascate di ghiaccio.

Cogne. Foto di asbruff
in foto: Cogne. Foto di asbruff

Pila è la località famosa per le sue attrezzature, gli impianti e le scuole che permettono di imparare e praticare lo "sci totale". Traduzione dallo ski total francese indica la possibilità di abbracciare tutti gli aspetti della disciplina, dal fuoripista al freestyle, e farlo in uno splendido scenario naturalistico in cui si è sempre sci ai piedi. L'immersione nella natura è infatti la peculiarità di Pila, tra le zone sciistiche più belle grazie al suo immenso panorama sulle vette alpine che copre il Monte Bianco, il Cervino, e il Monte Rosa. L'altro lato dell'esperienza sciistica è caratterizzata dallo snowboard, praticabile nello snowpark AreaF, in cui tutte le evoluzioni e le acrobazie sono accompagnate dalla musica diffusa dagli impianti sonori disseminati lungo tutte le piste. D'estate tutte le piste del comprensorio vengono attrezzate per le mountain bike e il downhill. Pila, che è una frazione del comune di Gressan, è raggiungibile direttamente dal capoluogo Aosta con un'apposita telecabina.

Castelli

Un elemento fortemente caratterizzante dei paesaggi valdostani sono i suoi numerosi castelli: almeno un centinaio, tutte dimore di magnifico splendore o fortezze militari che hanno garantito nei secoli la sicurezza dei loro feudi. Quale che fosse in origine la loro funzione, oggi costeggiano il panorama della Valle d'Aosta, e da soli possono rappresentare una motivazione sufficiente per lunghi itinerari alla scoperta della storia della regione.

In Valle d'Aosta il forte di Bard è sicuramente il castello più famoso. La struttura medievale, perfettamente posizionata da un punto di vista strategico, all'epoca della sua gloria le aveva garantito la fama di forte inespugnabile. Oggi ne si ammira il profilo che fa da elegante cappello al comune di Bard: un piccolo villaggio di poco più di un centinaio di abitanti, che conserva il suo rustico aspetto antico ed è per questo stato inserito nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia. Il forte di Bard è anche la sede del Museo delle Alpi, dedicato alla storia della fortificazione e del paesaggio alpino. E' inoltre stato utilizzato per mostre temporanee di arte antica, moderna e contemporanea oltre che di fotografia.

Forte di Bard. Foto di Giulio Crivellari
in foto: Forte di Bard. Foto di Giulio Crivellari

Il castello di Nus è un'altra fortezza estremamente affascinante per lo stile con cui si affaccia sul borgo omonimo. Peccato solo che non sia visitabile al suo interno. Un'altra popolarissima coppia è quella di due castelli non molto distanti tra loro che si frappongono per aspetto. Il castello di Issogne è una splendida dimora gotica rinascimentale, mentre il castello di Verrès è un austero maniero militare. Poderoso e imponente è il castello di Ussel, il cui aspetto è rimasto pressoché immutato nel corso dei secoli. Il castello di Fénis è un'altra meraviglia turistica che si distingue per la sua cinta merlata, tipica delle fortezze nell'immaginario collettivo. Non solo Medio Evo: il Castel Savoia è una signorile dimora ottocentesca che sembra quasi uscire da una fiaba. Lungo tutta la regione c'è comunque l'imbarazzo della scelta, e naturalmente la visita ai manieri è anche un'occasione per esplorare i comuni e le valli che sovrastano.

Terme

Gli antichi romani arrivarono in Valle d'Aosta e scoprirono le fonti sulfuree. Secoli dopo ci hanno pensato i reali di Savoia a sfruttarle a dovere e a costruire complessi termali e centri benessere. Oggi le spa in Valle d'Aosta rappresentano una delle maggiori attrattive turistiche della regione assieme allo sci: basti pensare che Courmayeur è nata prima come stazione termale che sciistica.

Courmayeur. Foto di Leo–setä
in foto: Courmayeur. Foto di Leo–setä

Le terme di Pré-Saint-Didier furono uno dei complessi creati per l'elite aristocratica del tempo, tanto che il complesso includeva persino un casinò. Il piccolo paesino della Valdigne ha una posizione invidiabile rispetto ai piedi del monte Bianco. Lo stesso stabilimento è stato collocato in una posizione unica ai piedi dell'orrido di Verney, in una grotta artificiale dai cui fuoriesce l'acqua sulfurea, e proprio alla base della cascata che rende lo scenario naturale una vera e propria attrazione per chi visita il paesino di neanche mille abitanti. Tale cornice permette di rilassarsi in un'atmosfera magica: durante l'inverno profondo, quando la coltre di neve ammanta il panorama circostante, il visitatore delle terme può immergersi nelle piscine all'aperto riscaldate dal calore dal sottosuolo. O trovare pace nelle saune ricavate in baite in legno con vetrate panoramiche su tutta la catena montuosa. Per concludere con un percorso benessere fatto di piscine relax, cromoterapia, fanghi, massaggi, trattamenti facciali, bagni di vapore e così via.

Le terme di Saint Vincent hanno invece una storia più recente, essendo le fonti termali state scoperte solo alla fine del Settecento. Il centro benessere che ne derivò ha comunque dato un nome alla cittadina, che oggi vanta uno stabilimento termale moderno integrato con la struttura del palazzo storico. Ma a Saint Vincent è legato anche il nome di uno dei quattro casinò d'Italia, che per lungo tempo ha rappresentato un business significativo all'interno della regione. La casa da gioco è attiva ancora oggi, accanto a quegli hotel di lusso che accoglievano i turisti danarosi e che sono sempre una delle principali fonti di reddito della Valle d'Aosta.

[In apertura: foto di Leo-setä]