Monument Valley, Arizona

Agganciate il teleobiettivo, perfezionate l'inquadratura, impostate la messa a fuoco, regolate l'esposizione, aspettate la luce giusta e infine scattate. Il risultato può essere un capolavoro o una delusione cocente. Ma in entrambi i casi, un fallimento. Perché non c'è foto al mondo che possa imprimere su carta quello che la nostra retina imprime nel cervello. Che sia una stupefacente creazione della natura o una mirabile opera dell'uomo. E infatti non è la foto, l'obiettivo ultimo, ma il fotografo e il luogo che lo circonda. Avere solamente la possibilità di poter inquadrare un paesaggio nel mirino della fotocamera è di per se una conquista: quella del viaggio, lungo o breve, arduo o agevole, che ci ha portati nel posto da immortalare per sempre. E quando riguarderemo la foto potremo forse gongolare sulle nostre capacità artistiche, ma in realtà avremo vive nel cuore le emozioni e le sensazioni provate all'attimo dello scatto. Di luoghi da dove ritrarre la bellezza del mondo ce ne sono un'infinità per fortuna. Ecco da dove piacerebbe farlo a noi.

Da un villaggio del passato

Hallstatt, Austria

Foto di Kevin Poh

Chi nasce in Europa, sa che non finirà mai di meravigliarsi. Perché in questo piccolo continente si trovano i migliori esempi del perfetto connubio tra la forza creatrice della natura e il mirabile ingegno umano. Due talenti che non collidono tra loro, ma si amalgano per dare vita a spettacolari paesaggi come quello che vedete qui sopra. Si tratta di Hallstatt, un villaggio austriaco che si affaccia sulle sponde del lago omonimo. La bellezza del panorama è innegabile, ma quello che lascia a bocca aperta è che un piccolo borgo di nemmeno 1000 anime possa essere da secoli il centro del vecchio continente. Hallstatt ha infatti dato il nome a una cultura preistorica che è stata dominante in tutto il centro Europa dall'8 al 6 secolo a.C. Dal Medio Evo in poi è stato centro fiorente di commercio, tanto che ancora oggi conserva la sua identità di città mercato. E oggigiorno è uno dei villaggi più famosi e visitati del mondo. Tanto che i cinesi lo hanno riprodotto con minuzia certosina in una perfetta replica monumentale sulle sponde del lago Huizhou. Che però non potrà mai reggere il confronto con la bellezza del paesaggio originale, che non per niente è Patrimonio dell'Umanità Unesco.

Dalla metropoli del futuro

Vista sul porto di Victoria, Hong Kong

Foto di Diego D

Possiamo rimanere basiti da uno spettacolo che si preserva immutabile da secoli. Ma possiamo esserlo ancora di più guardando a una città che si sviluppa e cresce come forse un organismo in costante evoluzione. Dal secolo scorso l'uomo non ha più smesso di erigere palazzi sempre più alti, in un continuo tentativo di avvicinarsi al cielo. Le metropoli asiatiche sono l'emblema perfetto del progresso edilizio, e in Oriente troviamo gli edifici più alti del mondo. Schiere di grattacieli che illuminano lo skyline notturno, regalando alla città quel design futuristico che sembra uscito da un film di fantascienza. Ma l'uomo non dimentica da dove viene, e a volte il rispetto per madre natura è più forte delle sue ambizioni. Tanto è vero che nella avanzatissima Hong Kong, in Cina, una legge prescrive che nessun edificio possa mai superare l'altezza delle montagne circostanti. E così dallo Sky100 dell'ICC Tower, il grattacielo più alto di Hong Kong, potete ammirare questo splendido spettacolo del Victoria Harbour con il Victoria Peak sullo sfondo.

Dalla città eterna

Roma dalla cupola di San Pietro

Foto di 金娜 Kim S

Le città mutano nel tempo, si evolvono, si trasformano. Seguono l'opera della mano creatrice dell'uomo o soccombono alla sua forza distruttrice. A volte perdono completamente le loro radici, altre le nascondono, ma nella maggioranza dei casi mostrano gli evidenti segni del loro passato. Ma solo in poche occasioni ci troviamo di fronte a esempi fulgidi come Roma, che ancora oggi ci pone davanti i resti perfettamente conservati di un'era che fu. Possiamo percorrere vari itinerari nella capitale che ci fanno compiere un viaggio nel tempo che va dallo splendore del grande impero fino al Rinascimento e alla Roma dei papi, per concludere con le grandi trasformazioni che l'età contemporanea ha apportato alle sue strade e le piazze. E ritrovarci poi in cima alla cupola di San Pietro, il centro della cristianità nel mondo, e inquadrare in un colpo solo millenni di storia che si stendono davanti a noi.

Da una leggenda nordica

Preikestolen, Norvegia

Foto di Leo-seta

La mitologia norrena è ricca di storie sulla nascita della Terra e di altri mondi, e racconti di divinità e creature leggendarie. La Scandinavia è a tutti gli effetti per i viaggiatori il reame del fantastico, dell'avventura e delle intrepide esplorazioni. Non per niente ricordiamo ancora i vichinghi come un popolo di valorosi guerrieri, ma anche coloro che misero per primi piede in Nord America. Mentre a un norvegese, Roald Amundsen, si deve la conquista del polo sud. La leggenda quindi passa dal mito alla realtà, e un respiro epico è quello che si inala dall'alto di immensi panorami come quelli che si ammirano al di sopra dei fiordi. Ecco perché un punto di osservazione così vantaggioso come il Preikestolen è tanto opopolare: il "pulpit", in lingua norvegese, domina tutto il Lysefjord, che da qui si abbraccia con lo sguardo. E anche questa roccia non è esente da leggende. Si dice infatti che il giorno che sette sorelle sposeranno sette fratelli provenienti dalla zona del fiordo, la roccia si staccherà e crollerà nel fiordo stesso, originando un'onda anomala che distruggerà qualsiasi forma di vita nell'area. Terrificante, e leggendario.

Dal cuore del Mediterraneo

Foto di Mstyslav Chernov

Cosa c'è di meglio che prendere un drink da un caffè con vista sul mare? Be', più che il panorama che avete davanti, in questo caso è quello che vi circonda a fare la parte del leone. Questo spettacolare paesaggio, dove dominano il bianco e il blu, è solo un punto di arrivo in una piccola città dove questi due colori regnano dappertutto. E' Sidi Bou Said, un piccolo villaggio poco lontano da Tunisi. Piccolo, ma delizioso. L'architettura araba fatta di un dedalo di vicoli e saliscendi, scale che portano a giardini pensili, cupole e minareti che si intrecciano a strade di mercanti lo rende già di per se un gioiello per il suo fascino esotico. Ma sono proprio le sue tinte così particolari e univoche che hanno accresciuto la popolarità di questo posto. Un'oasi di bellezza lontana dalla capitale tunisina. Che per lungo tempo, per questo motivo, è stata (ed è tutt'ora) ritrovo di artisti da tutta Europa, che in questi scorci trovano ispirazione per i loro quadri e i loro racconti. Ma quello che una volta era un segreto per bohemien, oggi è una delle tappe più apprezzate dai turisti. Non c'è da sorprendersi se compagnie come la MSC, durante una crociera sul Mediterraneo, organizzino escursioni di una giornata apposta per visitare questo luogo incantevole.

Dal tetto del mondo

Monastero di Rongbuk, Tibet

Foto di Göran Höglund

La vista sull'Everest è qualcosa che ispira reverenza ad alpinisti e trekker. Ma un sentimento ancora più profondo può pervadere quando si pensa che più di un secolo fa un gruppo di monaci buddhisti ha scelto di stabilire la sua casa qui, a quasi 5.000 metri d'altezza. Il monastero di Rongbuk in Tibet è probabilmente il più alto nel mondo, ma anche se non lo fosse, è sicuramente quello con la vista più spettacolare di tutti. Quelli che decidono di scalare la montagna rimangono meravigliati dalla vista del palazzo prima ancora che dallo sfondo con il picco. Niente da stupirsi se molti decidono di piazzare il loro campo base qui, prima di partire per la scalata: la benedizione dei monaci può avere un alto significato per il cuore di uno scalatore, e comunque una preghiera fa sempre comodo. Se poi ci si porta a casa anche una foto come questa, si potrebbe quasi quasi pensare anche a una conversione.

Dalla finestra di Dio

God's Window, Sudafrica

Foto di Chris Eason

Cosa vedrebbe l'onnipotente affacciandosi al suo balcone? Secondo I sudafricani, questo sarebbe il suo panorama. Un'incredibile distesa di scarpate e montagne verdi che si perde a vista d'occhio. Non c'è bisogno di ricevere un invito nell'aldilà, però, per godere di tale panorama. Basta recarsi appunto in Sudafrica, nella riserva del Blyde River Canyon, e raggiungere questo punto d'osservazione: a 700 metri sullo strapiombo la vostra fotocamera immortalerà uno dei panorami piu' belli del mondo che, anche se non angelico, sicuramente non sfigurerebbe in un dipinto che avesse come soggetto il paradiso. Ma siamo sulla Terra, e luoghi come questi ci fanno immediatamente capire che il cielo può attendere.

Dal focolare del diavolo

Foto di Luca Boldrini

Se Dio ha la sua camera con vista, Satana non può essere da meno: Hell's Kitchen, la cucina del diavolo, si trova nei pressi del piccolo villaggio di Marafa, a meno di un'ora d'auto da Malindi, in Kenya. Un'intera valle costituita da piccoli canyon, il cui colore rossiccio e la cui forma ricordano delle lingue di fuoco, come quelle che possono fuoriuscire dal fornello sotto una pentola. Un enorme calderone, in realtà, considerata la vastità della depressione. Ma è al tramonto che lo spettacolo diventa più intenso: la palla di fuoco che si abbassa all'orizzonte aumenta ancora di più la fiamma viva che si eleva dalla cucina infernale, e lo spettacolo diventa incandescente. La foto è d'obbligo, ma poi bisogna correre a casa, perché le tenebre prendono possesso della valle, e qualche demone potrebbe essere davvero pronto dietro l'angolo per afferrarvi.

Dalle spalle di un gigante

Buddah gigante di Leshan, Cina

Foto di B_Cool

Cosa si prova a trovarsi al cospetto di un colosso? Le statue più alte del mondo sono sempre uno spettacolo impressionante, ma molte di esse sono state costruite in epoca moderna, e si ergono solitarie al di sopra di un piedistallo o una collina. Il Buddah di Leshan, in Cina, è invece il frutto di un lavoro immane compiuto tra il 713 e l'803 d.C. dai discepoli di un monaco, che altro non cercava che un modo per placare le acque del fiume sottostante. Ed è incastrato nella facciata di una montagna, mentre dal suo sguardo placido ne osserva un altra, il monte Emei, una delle Quattro Montagne Sacre secondo il buddhismo cinese, e Patrimonio dell'Umanità Unesco. Quello che vede dall'alto dei suoi 70 metri, però, il Buddah è disposto a condividerlo con gli altri: basta salire le scale che portano alla sommità delle sue spalle, e ammirare lo stesso panorama. O il suo sorriso benevolo. Decidete voi cosa fotografare.

Dal paradiso

Foto di Daniel Peckham

Dicevamo prima di cosa vedrebbe Dio dalla sua finestra? Secondo la nostra opinione, questa sarebbe l'immagine più appropriata. In effetti il Regno del Signore si trova nell'alto dei cieli, e guardando al nostro pianeta si dovrebbe avere la stessa immagine che si avrebbe da un aereo. Per cui scattando una foto mentre siete in volo vi fareste più o meno un'idea di quello che vedreste dal paradiso. Ma diamo un occhio all'immagine qui sopra: una splendida isola deserta nell'Oceano Pacifico, con tanto di palme, sabbia candida e barriera corallina. Più che inquadrarla da lontano, un posto del genere sarebbe molto più bello poterlo immortalare da vicino. Con I piedi a mollo o sotto l'ombra di una palma. Non sarebbe questo il vero paradiso?

 [In apertura: foto di Gleb Tarassenko]